Nel settembre 2015 i paesi membri delle Nazioni Unite hanno approvato la nuova Agenda Globale per lo Sviluppo Sostenibile e i relativi Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (Sustainable Development Goals – SDGs nell’acronimo inglese) da raggiungere entro il 2030.

L’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (ASviS) è nata il 3 febbraio del 2016, su iniziativa della Fondazione Unipolis e dell’Università di Roma “Tor Vergata”, per far crescere nella società italiana, nei soggetti economici e nelle istituzioni la consapevolezza dell’importanza dell’Agenda per lo sviluppo sostenibile e per mobilitarla allo scopo di realizzare gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile.

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E’ stato presentato stamane presso la Camera dei Deputati il primo Rapporto dell’ASviS (Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile) su “L’Italia e gli obiettivi di Sviluppo Sostenibile”, prima analisi della situazione dell’Italia rispetto ai 17 Obiettivi e 169 Target dell’Agenda 2030.

“Con oltre 4,5 milioni di poveri assoluti, un tasso di occupazione femminile inferiore al 50%, oltre 2 milioni di giovani che non studiano e non lavorano; con investimenti in ricerca e sviluppo di poco superiori all’1% del PIL, tassi di abbandono scolastico del 27,3% per i figli di genitori meno istruiti a fronte del 2,7% per i figli di genitori in possesso di laurea e un rapporto tra ricchi e poveri tra i più squilibrati dell’area OCSE; con significative disuguaglianze di genere e un’inaccettabile violenza sulle donne (76 femminicidi dall’inizio dell’anno); con tutte le specie ittiche a rischio, un degrado ambientale forte soprattutto in certe zone del Paese; con il 36% di persone che vive in zone ad alto richio sismico e un’alta mortalità a causa dell’inquinamento atmosferico nei centri urbani; con una transizione troppo lenta alle fonti rinnovabili rispetto agli accordi di Parigi, l’Italia dimostra di essere ancora molto lontana dal percorso di sostenibilità delineato dall’Agenda 2030 e dagli impegni sottoscritti all’ONU un anno fa. Eppure sappiamo di non avere alternative per garantire un futuro al Paese”. Così si è espresso il Portavoce dell’Alleanza italiana per lo Sviluppo Sostenibile, Enrico Giovannini.

 

Dopo l’introduzione della Presidente Laura Boldrini e la relazione di Giovannini, all’incontro hanno partecipato il Sottosegretario Sandro Gozi in rappresentanza del Governo, Stefano Bonaccini, Presidente della Conferenza delle Regioni, Marco Frey, Presidente della Fondazione Global Compact Network Italia, Alberto Quadrio Curzio, Presidente dell’Accademia dei Lincei, Maria Edera Spadoni e Lia Quartapelle, rispettivamente Presidente e Vice-Presidente del Comitato Permanente sull’Attuazione dell’Agenda 2030 e gli obiettivi di Sviluppo Sostenibile della Commissione Esteri della Camera. Le conclusioni sono state affidate a Pierluigi Stefanini, Presidente dell’ASviS.

[quote]L’Italia dimostra di essere ancora molto lontana dal percorso di sostenibilità delineato dall’Agenda 2030 e dagli impegni sottoscritti all’ONU un anno fa.[/quote]

Con l’adozione dell’Agenda 2030 e dei 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile è stato espresso un chiaro giudizio sull’insostenibilità dell’attuale modello di sviluppo e si è superata l’idea che la sostenibilità riguardi solo l’ambiente. Al contrario, lo sviluppo sostenibile richiede l’adozione di una logica integrata delle diverse dimensioni dello sviluppo: economica, sociale, ambientale e istituzionale. “Non c’è tempo da perdere. Per questo è quanto mai urgente la definizione di una Strategia di Sviluppo Sostenibile che guidi le scelte di tutti gli operatori economici e sociali – ha proseguito Giovannini – e l’adozione di immediati provvedimenti da inserire nella prossima Legge di Bilancio. Con spirito di servizio verso l’intero Paese, l’ASviS, che riunisce quasi 130 organizzazioni della società civile, offre alla politica italiana un insieme concreto di proposte per fare dello sviluppo sostenibile il paradigma di riferimento del nostro Paese”.
Il Rapporto dell’ASviS contiene approfondimenti analitici per ciascuno dei 17 Goal dell’Agenda 2030, nonché una rassegna delle strategie disegnate da altri paesi europei (Francia, Germania, Finlandia, Svizzera, ecc.), e illustra le proposte dell’Alleanza per interventi di natura istituzionale e ordinamentale, e per politiche economiche, sociali ed ambientali integrate.

[quote]Non c’è tempo da perdere. Per questo è quanto mai urgente la definizione di una Strategia di Sviluppo Sostenibile che guidi le scelte di tutti gli operatori economici e sociali.[/quote]
“Per fare dello sviluppo sostenibile il punto di riferimento di tutti gli operatori economici e sociali – ha detto Giovannini – tale principio va inserito nella Costituzione italiana. Vista l’ampiezza dei temi dell’Agenda 2030, spetta al Presidente del Consiglio assumere un ruolo di guida nell’attuazione della Strategia alla cui preparazione sta lavorando il Governo, ed in particolare il Ministero dell’Ambiente. Per questo, proponiamo di trasformare il CIPE nel ‘Comitato Interministeriale per lo Sviluppo Sostenibile’, di coinvolgere la Conferenza Unificata per valutare le responsabilità delle Regioni e dei Comuni rispetto alle materie dell’Agenda 2030 e di creare un Comitato consultivo sull’Agenda 2030 e le politiche per lo sviluppo sostenibile, cui partecipino esperti nelle varie materie rilevanti e rappresentanti delle parti sociali e della società civile, come avviene in Francia e Germania. Infine, riteniamo che il Parlamento debba dedicare una sistematica attenzione all’Agenda 2030”.
“Proponiamo che il Governo predisponga annualmente un ‘Rapporto sullo sviluppo sostenibile in Italia’ che valuti il percorso del nostro Paese verso gli Obiettivi dell’Agenda 2030, avvii una campagna informativa estesa e persistente nel tempo sui temi dello sviluppo sostenibile e un programma nazionale di educazione allo sviluppo sostenibile, finalizzato a formare le nuove generazioni. Infine, poiché a un anno dalla firma dell’Agenda 2030 il Paese non dispone ancora di una base dati con gli indicatori esistenti per l’Italia tra gli oltre 230 selezionati dalle Nazioni Unite, reiteriamo la richiesta all’Istat di realizzare quanto prima tale strumento“.

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Rispetto alle politiche, articolate in sette diverse aree, il Rapporto formula numerose proposte, tra le quali:

  • Cambiamento climatico ed energia. La priorità assoluta per l’Italia è quella di ratificare l’Accordo di Parigi, spingendo alla ratifica l’intera Unione europea. La legge di ratifica non dovrà, però, consistere in un puro atto formale, ma contenere indicazioni strategiche e un quadro finanziario pluriennale. Va poi definita quanto prima la Strategia Energetica nazionale in linea con gli impegni dell’Accordo di Parigi per la decarbonizzazione del nostro Paese.
  • Povertà e disuguaglianze. Varo di un Piano nazionale di lotta alla povertà, basato su uno strumento universale e sulla razionalizzazione e armonizzazione degli altri sussidi esistenti,da attuare secondo un percorso pluriennale con il supporto degli enti locali, delle strutture pubbliche operanti sul territorio e del Terzo Settore.
  • Economia circolare, innovazione, lavoro. Va definito un piano di incentivazione fiscale che incoraggi il pieno uso delle materie prime, la realizzazione di piattaforme di differenziazione, di riciclo e di valorizzazione dei rifiuti generati dalla produzione, confezionamento, distribuzione e vendita dei prodotti. Poiché l’innovazione e la ricerca sono vitali per la transizione allo sviluppo sostenibile, l’Italia deve colmare al più presto il ritardo esistente in questo campo rispetto ad altri paesi.
  • Capitale umano, salute ed educazione. Portare l’Italia su un sentiero di sviluppo sostenibile richiede un investimento significativo in capitale umano, la cui qualità dipende, in primoluogo, da un’adeguata alimentazione, una buona salute e un’educazione di qualità, ma nel campo dell’istruzione l’italia è oggi dove i paesi europei erano all’inizio degli anni 2000. Fondamentale è, in questo campo, l’avvio di un programma di lifelong learning, assente nel nostro Paese.
  • Capitale naturale e qualità dell’ambiente. Il raggiungimento degli Obiettivi relativi a capitale naturale e qualità dell’ambiente obbliga a una forte accelerazione degli impegni che l’Italia ha già assunto in sede internazionale ed europea, anche perché molti degli obiettivi vanno raggiunti entro il 2020. Vanno attuate le normative esistenti – come quella che prevede il censimento e l’eliminazione dei sussidi dannosi per l’ambiente – e i piani nazionali già disegnati.
  • Città, infrastrutture e capitale sociale. Definire, così come fatto per le “aree interne”, una Strategia per lo sviluppo urbano sostenibile, sulla quale sia incardinata l’Agenda urbana nazionale citata anche dal Rapporto italiano preparato per la Conferenza dell’Onu Habitat III del prossimo ottobre. Va approvata quanto prima la legge sul consumo di suolo, apportando le necessarie modifiche all’attuale testo per uniformare la sua definizione a quella europea.
  • Cooperazione internazionale. L’Italia deve avanzare in maniera decisa verso il rispetto degli impegni internazionalmente assunti con riferimento all’Aiuto Pubblico allo Sviluppo (APS) (0,7% del PIL), realizzando quel graduale ma costante aumento di risorse stabilito con l’ultima Legge di Stabilità. Inoltre, raccomandiamo di adottare gli SDGs come quadro concettuale per la scelta degli interventi e di assicurare la piena applicazione dei principi di efficienza e coerenza delle politiche per lo sviluppo adottati dalla comunità internazionale.

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FONTE: ASVIS.IT

[button link=”http://www.asvis.it/public/asvis/files/CS_Merito%281%29.pdf” text=”dark” window=”yes”]Il Comunicato Stampa[/button]

[button link=”http://www.asvis.it/public/asvis/files/RapportoSintesiFinale.pdf” text=”dark” window=”yes”]La Sintesi del Rapporto[/button]

[button link=”http://www.asvis.it/public/asvis/files/ASviS_RAPPORTO2016.pdf” text=”dark” window=”yes”]Il Rapporto ASviS[/button]

Il centro di competenza spaziale dell’Italian Institute for the Future (IIF) ha celebrato ieri il suo primo anno di attività con un evento presso Città della Scienza di Napoli.Era nato il 14 luglio 2015 presso la Reggia di Caserta, suscitando grande interesse e partecipazione, con il duplice obiettivo di contribuire alla diffusione della cultura spaziale e stimolare nascita e crescita del settore privato dell’Astronautica Civile. La diffusione della cultura viene vista in modo innovativo al fine di far percepire sempre più al grande pubblico che lo spazio non è appannaggio esclusivo di pionieri o scienziati, ma è alla portata di tutti molto più di quanto non si creda. D’altra parte, l’accesso allo spazio e il suo utilizzo non possono basarsi sui fondi istituzionali delle agenzie spaziali che sono molto più esigui di quanto non si pensi, ma devono poter far conto su una moltitudine di attori, fattori ed elementi in grado di far sviluppare un settore merceologico ad alto contenuto tecnologico.

Il centro, così come l’IIF, non mira a prevedere il futuro né tanto meno a disegnarlo; ha invece l’obiettivo di immaginare futuri ingegneristicamente possibili. Con questo approccio, il presidente di IIF Roberto Paura ha illustrato nel corso dell’incontro l’antologia Segnali dal Futuro di recente pubblicazione, una raccolta di racconti di speculative fiction con associati saggi di approfondimento.

Il direttore generale del Center for Near Space (CNS) e vice-presidente di IIF, ing. Gennaro Russo, ha trattato del setup dell’organizzazione, dall’organigramma al regolamento, dal codice etico alle prospettive strategiche, puntando a diventare in tempi brevi un riferimento nazionale in tema di evoluzione spaziale. I progetti avviati in questo anno riguardano lo studio di un’infrastruttura spaziale di futura generazione denominata SpaceHub, e dell’accesso allo spazio “vicino” con sistemi alati (spazioplani) di piccole dimensioni che sono tecnologicamente e finanziariamente fattibili in tempi brevi e che consentono già di parlare di Turismo Spaziale 2.0. Parallelamente, il CNS ha firmato una serie di accordi con altre entità come la sezione napoletana di Euroavia, associazione europea degli studenti di ingegneria aerospaziale, il Consiglio Nazionale degli Ingegneri, il Project Management Institute Southern Italy Chapter, Amici di Città della Scienza, Trans-Tech srl, il Distretto Aero Spaziale della Sardegna e il Distretto Tecnologico Aerospaziale della Campania (in finalizzazione). Significativa è stata l’attenzione verso gli studenti delle scuole medie superiori a cui è dedicato il progetto EduSpace ed il contest Future Low Orbit Resort (FLOR2050).

L’architetto Massimo Pica Ciamarra, noto a livello internazionale per le sue realizzazioni, ha offerto la visione del CNS su una possibile architettura spaziale futura. Il progetto Orbital Architecture (OrbiTecture) sta consentendo lo sviluppo di un concept di hub spaziale (SpaceHub). Posizionata in orbita terrestre o in un punto lagrangiano geo-lunare come parte di un villaggio spaziale ben più complesso, SpaceHub integrerà le funzione di molo di attracco ovvero nodo di interscambio per viaggi dalla Terra verso altri pianeti e asteroidi e viceversa, di hangar di manutenzione e costruzione in orbita, di laboratorio scientifico e di resort per le circa 100 persone continuamente a bordo. L’architettura è del tutto diversa dall’attuale stazione spaziale internazionale e si basa su forme molto più naturali nello spazio, come sfere ed anelli. La rotazione sul proprio asse e la giusta dimensione degli anelli consente di avere nello stesso tempo ambienti a gravità lunare e ambienti a gravità marziana. SpaceHub è basato anche sul concetto di massima autonomia possibile in termini di produzione a bordo di cibo con la realizzazione di grosse serre con produzioni idroponiche e coltivazione di alghe. Questo progetto, ampiamente basato sull’impiego di fabbricazione additiva in orbita con stampanti 3D, sarà presentato ufficialmente al grande pubblico entro la fine dell’anno.

Ospite d’onore è stato il Dr. Pietro Schipani dell’INAF Osservatorio Astronomico di Capodimonte, componente del team partenopeo responsabile dell’esperimento DREAMS che sta attualmente viaggiando verso Marte a bordo della sonda europea ExoMars, e che metterà i suoi piedi metallici sul suolo marziano il prossimo 19 ottobre. Le problematiche astrofisiche del pianeta rosso, le caratteristiche ed i dettagli della missione ExoMars insieme alla seconda prevista per il 2020, e la centralina meteorologica di DREAMS hanno suscitato grande interesse nel pubblico e numerose domande. Al suggerimento di Pica Ciamarra di predisporre i visti per Marte si è sommato quello di dare uno sguardo alle previsioni meteo marziane prima di imbarcarsi verso il nuovo mondo!

Il Turismo Spaziale 2.0 ha visto la presentazione degli ultimi sviluppi del progetto HYPLANE, uno spazioplano da sei posti capace di raggiungere i 100 km di quota e velocità 4-5 volte superiori a quella del suono. Al salto fino a 100 km garantito dallo SpaceShipTwo di Virgin Galactic, HYPLANE contrappone la possibilità di effettuare durante uno stesso volo fino a tre salti offrendo una nuova e prolungata capacità di fare esperienze in microgravità, ma offre anche la possibilità di un trasporto intercontinentale veloce, percorrendo ad esempio la tratta Napoli-New York in meno di 2 ore e al costo non esorbitante di un biglietto di prima classe. Il progetto, ideato da Trans-Tech e Università degli Studi di Napoli Federico II, ha recentemente riscosso diverso consenso tanto che sia a livello nazionale che regionale il volo ipersonico suborbitale di un velivolo piccolo è stato inserito nelle proposte di nuove strategie. E sono stati lanciati alcuni progetti collaterali fondamentalmente di tipo Educational, condotti e realizzati da giovani ingegneri e studenti universitari.

Il progetto ultimo nato è JumpinFuture diretto dal professore Raffaele Savino del Dipartimento di Ingegneria Industriale dell’Università Federico II. L’iniziativa tende ad offrire opportunità a basso costo di “assaggiare” le condizioni di microgravità durante voli sportivi su aerei ultraleggeri che eseguono traiettorie paraboliche realizzando fino a 5 secondi di assenza di gravità. Grazie alla collaborazione fra l’Università di Napoli e l’Associazione sportiva Galassia, sono state effettuate già due campagne pilota; CNS organizzerà campagne di volo con una frequenza media mensile e il prossimo autunno, in occasione del Leadership Workshop di Euroavia (21-30 nov 2016), organizzerà una campagna europea con giovani provenienti da diversi paesi.

L’evento di è concluso con la presentazione e la premiazione dei partecipanti al concorso FLOR2050, associato al tema Extra Terrestrial Architecture Solution del contest Scintille del Consiglio Nazionale degli Ingegneri. Al Team Echelon di studenti dell’Istituto Tecnico Industriale “A. Righi” è andata la targa di primo classificato con il progetto di Pontile Gravitazionale, una terrazza magnetica per stazioni spaziali per potersi affacciare nello spazio. Al Team Sfogliatella to Mars di studenti di ingegneria della Federico II è andata la targa di secondo classificato con il progetto Spider Robot Suit Explorer, una sorta di esoscheletro da indossare per muoversi più facilmente sulla superficie di Marte.

Il cambio di paradigma di fatto già imposto dal CNS è basato sul “fare con quello che si ha”, in contrapposizione con il “non fare perché non ci sono risorse”. Il tutto coinvolgendo quanti più giovani è possibile; sono loro i veri artefici del futuro!

Presentazione introduttiva di Gennaro Russo

Presentazione di Roberto Paura

Presentazione di Massimo Pica Ciamarra

Presentazione NearSpaceExplo di Gennaro Russo

Presentazione NearSpaceExplo di Dario Pisanti

Presentazione NearSpaceExplo di Luigi Abete

Presentazione di Paolo Schipani

Presentazione di Raffaele Savino

Presentazione di Vincenzo Torre

Presentazione del progetto Pontile Gravitazionale

Presentazione del progetto Spider Robot

Giovedì 14 aprile dalle ore 19.00 alla Libreria Assaggi di Roma si terrà un incontro con il presidente dell’IIF, Roberto Paura, nell’ambito del ciclo di eventi “Assaggi di futuro prossimo” organizzati dalla casa editrice “Future Fiction“. Il tema dell’incontro è il ruolo che la fantascienza può giocare nell’anticipare gli scenari futuri, partendo dalla sua capacità di immaginare le conseguenze sociali delle innovazioni scientifiche e tecnologiche.

Gli scrittori di fantascienza sono stati i primi a immaginare l’uso militare dell’energia atomica, l’impiego dell’orbita terrestre per le telecomunicazioni, l’impatto della crescita demografica, la pervasività di Internet, gli hacker, le conseguenze sociali del cambiamento climatico. Non solo: la fantascienza ha immaginato diversi modo di “prevedere” il futuro, come la celebre psicostoria di Asimov, che hanno influenzato lo sviluppo dei futures studies e anticipato l’evoluzione della moderna “scienza del futuro”, che combina matematica e sociologia per simulare e prevedere i comportamenti dei fenomeni sociali complessi.

Possiamo allora utilizzare la fantascienza, come avviene già soprattutto negli Stati Uniti, per anticipare i cambiamenti che ci attendono? È la domanda a cui si tenterà di rispondere insieme a Roberto Paura e a Francesco Verso, direttore di Future Fiction, con il quale l’IIF sta completando un progetto che sarà presentato in esclusiva nel corso dell’evento.

L’evento su Facebook

Il Center for Near Space dell’Italian Institute for the Future, rappresentato dal suo direttore generale, Rino Russo, sarà partner della nuova edizione della NASA Space Apps Challenge che si terrà il 23 e 24 aprile alla Facoltà di Ingegneria di Napoli, sede di via Nuova Agnano. La città di Napoli è stata per il secondo anno consecutivo la sede italiana, insieme a Roma e Milano, dell’ “International Space Apps Challenge 2016”. L’evento, che si svolge contemporaneamente in 193 siti in 72 nazioni, ha lo scopo di raccogliere le migliore idee e i migliori progetti nei settori che la NASA ha individuato per l’edizione di quest’anno: Tecnologia, Aeronautica, Stazione Spaziale, Sistema Solare, Terra, Viaggio verso Marte. I team, che si affronteranno a guerra aperta e a spada tratta, interagiscono e collaborano per 48 ore per produrre soluzioni innovative a sfide globali per la vita sulla Terra e nello spazio. E’ il più grande Hackathon a livello mondiale, con migliaia di partecipanti in tutti i continenti. I progetti dei team partecipanti saranno valutati da una giuria di esperti provenienti dal Dipartimento di Ingegneria Industriale dell’Università Federico II, IREA-CNR, Vejus, Consolato generale degli Stati Uniti e Center for Near Space.

Che aspettate a mettervi alla prova? La partecipazione è gratuita! Per iscriversi: https://2016.spaceappschallenge.org/locations/napoli-italy

Il Concorso di Idee è dedicato agli studenti, preferenzialmente degli ultimi anni, delle scuole medie superiori di ogni tipo.

I concorrenti al Future Low Orbit Resort 2050 identificheranno un habitat per un Resort Spaziale come parte di un’infrastruttura orbitale di futura generazione, focalizzando almeno uno dei seguenti temi: Interior Design, Lighting Design, External Design, Rooms Accommodation.

La domanda a cui i concorrenti dovranno rispondere è:

Sogni di andare nello spazio come Samantha Cristoforetti o Luca Parmitano? Oppure come Anakin Skywalker o il capitano Kirk? Come ti piacerebbe che fossero i tuoi appartamenti lì su?

Le idee saranno illustrate in formato testo in circa 3 pagine inclusi schemi, schizzi e disegni, oppure in formato App, e dovranno essere inviate entro il 10 maggio 2016 a:

flor2050@nearspace-iif.it

con iscrizione al link www.cniscintille.it/profile/register/

Una giuria composta da rappresentanti di CNS e CNI selezionerà le migliori idee e assegnerà a ciascuna di esse 1-2 tutor esperti che ne accompagneranno il successivo sviluppo. Gli studi finali dovranno essere inviati allo stesso summenzionato indirizzo email entro il 10 maggio 2016.

I vincitori saranno invitati a presentare i loro studi durante il congresso del Consiglio Nazionale degli Ingegneri che si terrà a Palermo nel giugno 2016, e a concorrere per i premi finali di SCINTILLE (http://www.cniscintille.it/)

Sarà premiante lo sviluppo di capacità di problem solving e la valorizzazione delle eccellenze presenti nelle scuole, stimolando l’interesse dei giovani alle applicazioni spaziali e le potenziali ricadute nella vita terrestre di tutti i giorni.

 

CONTESTO

FLOR2050 si colloca nell’ambito del progetto ORBITECTURE (ORBItal archiTECTURE) del Center for Near Space (CNS), relativo allo studio dell’architettura di un possibile nodo di interscambio spaziale posizionato nello spazio tra Terra e Luna, le cui funzioni primarie sono quelle di molo di attracco, hangar di manutenzione ed integrazione, laboratori di ricerca e hotel.

FLOR2050 rappresenta la sezione spazio del concorso SCINTILLE del Consiglio Nazionale Ingegneri (CNI), che intende sostenere idee, proposte, progetti multidisciplinari, capaci di interpretare il ruolo dell’ingegneria quale strumento di sovrapposizione trasversale tra differenti campi disciplinari.

 

Per approfondimenti sui temi sopra trattati, si consiglia di consultare questi link:

[button-orange text=”Introduzione e Generalità” title=”Download plugin” url=”https://youtu.be/ZVCtWJe-ffs/”]

[button-orange text=”Scenario di Riferimento” title=”Download plugin” url=”https://youtu.be/zdU3-ktuG3Y”]

[button-orange text=”Origini ed Evoluzione delle Idee” title=”Download plugin” url=”https://youtu.be/V4tee6kSg-E”]

[button-orange text=”Un po’ di Storia” title=”Download plugin” url=”https://youtu.be/LoLu4Jx4Ats”]

[button-orange text=”OrbiTecture: il Contributo di CNS” title=”Download plugin” url=”https://youtu.be/QRabISm8Gyo”]

[button-orange text=”Bando” title=”Download plugin” url=”http://www.instituteforthefuture.it/wp-content/uploads/2016/04/FLOR-2050_Bando.pdf”]

[button-orange text=”Linee Guida” title=”Download plugin” url=”http://www.instituteforthefuture.it/wp-content/uploads/2016/02/Linee-guida-FLOR2050_Finale.pdf”]

 

 

Ogni informazione sarà disponibile sulle pagine del CNS dei principali social network:

www.nearspace-iif.it

www.facebook.com/centerfornearspace

www.twitter.com/CenterNearSpace

www.linkedin.com/company/center-for-near-space

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L’Italia torna protagonista del dibattito mondiale nel settore dei futures studies dopo aver contributo all’affermazione di questo ambito di studi prima con la figura di Aurelio Peccei, fondatore del Club di Roma, e poi con quella di Eleonora Barbieri Masini, tra i fondatori della World Futures Studies Federation. Lo fa con il primo convegno internazionale sull’Anticipazione, organizzato dal Dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale di Trento dal 5 al 7 novembre scorsi. Un evento che ha coinvolto circa 300 studiosi provenienti da tutto il mondo, dagli Stati Uniti al Giappone, dal Sudafrica alla Russia, sotto l’egida della prima cattedra UNESCO di Sistemi anticipatori, retta dal professor Roberto Poli dell’Università di Trento, membro inoltre del Comitato scientifico dell’Italian Institute for the Future. Nel suo intervento di apertura del convegno, il professor Poli ha fissato i punti fermi del dibattito sull’Anticipazione: si può parlare di comportamento anticipatore quando si utilizza il futuro per determinare un processo decisionale. E ha spiegato la differenza tra previsione e anticipazione con l’esempio della meteorologia: un bollettino meteorologico è una previsione, mentre prendere l’ombrello prima di uscire di casa in conseguenza della previsione meteorologica è un comportamento anticipatore. Da questo presupposto sono partiti i lavori dell’intensissima tre giorni, alla quale ho preso parte in qualità di presidente dell’Italian Institute for the Future, intervenendo con una relazione nel pomeriggio di sabato 7 novembre dal titolo “Science Fiction and Anticipation. A contribution to futures studies and foresight practices”.

L’anticipazione sociale rappresenta il passo successivo dell’elaborazione teorica nell’ambito dei futures studies. Dopo aver perfezionato, nel corso dei decenni, i metodi di previsione sociale, elaborando strumenti sempre più potenti per analizzare il futuro, ora è il momento di passare alla fase applicativa, modificando i nostri comportamenti e le nostre politiche attraverso comportamenti in grado di anticipare il futuro anziché subirlo. Qualcuno ha notato come risulti particolarmente calzante, in questo contesto, la celebre affermazione di Karl Marx: “I filosofi hanno solo interpretato il mondo in vari modi; ma il punto ora è di cambiarlo”. Secondo Riel Miller, direttore dell’area Foresight all’UNESCO (e di cui è prossima l’uscita di una pubblicazione targata UNESCO dal titolo Transforming the Future: Anticipation in the 21st Century), lo sviluppo della disciplina dell’anticipazione favorirebbe l’affermazione a livello mondiale di un nuovo paradigma in grado di rovesciare l’attuale e ormai sorpassato modello di comando, predizione e controllo che ha colonizzato e ristretto il nostro futuro. C’è invece bisogno di democratizzare il futuro: “La democrazia è sapere prima di scegliere”, ha precisato Miller.

Obiettivi ambiziosi che si sposano perfettamente con quelli dell’Italian Institute for the Future. Già nel nostro Manifesto “Ricostruiamo il futuro” scrivevamo infatti:

Questo grande fermento nel settore dei futures studies resta tuttavia limitato dalla volontà di analizzare gli scenari futuri senza assumersi il compito di influenzarli. Il concetto stesso di “studi sul futuro” è limitante. Per quanto sia fondamentale iniziare a studiare gli scenari a lungo termine, ignorati dalla ricerca istituzionale, non si può pretendere che il futuro sia un oggetto di studio indipendente da colui che lo studia. Lo studio stesso del futuro può influenzare la sua realizzazione. L’obiettivo dev’essere dunque quello di individuare, tra i diversi scenari futuri possibili, quello più auspicabile. Un autentico movimento per il futuro deve porsi il compito di proporre delle proprie visioni di lungo periodo e di indicare, proporre e possibilmente adottare (o far adottare) tutti i mezzi necessari affinché quella visione si traduca in realtà. Il compito che ci dobbiamo porre oggi non è quello di limitarci a studiare e analizzare i diversi possibili futuri, ma di costruire il miglior futuro possibile.

Il nuovo paradigma dell’anticipazione sociale può rappresentare la svolta necessaria per far uscire i “futures studies” dal ristretto circolo accademico e professionale nel quale oggi in parte ristagnano, e metterli invece a disposizione delle istituzioni. Una società sempre più complessa come quella in cui viviamo ha bisogno dell’anticipazione per progettare al meglio le proprie politiche di lungo periodo. Anticipare i cambiamenti e le sfide del futuro renderà la nostra società più resiliente e in grado di adattarsi a trasformazioni che si succedono a un ritmo sempre più tumultuoso. Se vogliamo evitare lo scenario prefigurato già nel 1989 da un libro che resta attualissimo, The Collapse of Complex Societies di Joseph Tainter, ripreso nelle sue conclusioni da molti altri studiosi successivi, da Jared Diamond a Nassim Taleb, da Peter Turchin a John Casti, l’anticipazione è l’unica metodologia che possiamo applicare agli attuali sistemi di policy-making per renderli in grado di affrontare una complessità che in caso contrario è destinata a distruggere il nostro mondo.

Il convegno sull’anticipazione di Trento è solo il primo passo. Nel 2017 si terrà una seconda edizione, con l’obiettivo di proseguire il dibattito con un grande convegno ogni due anni. Ma se il mondo delle scienze sociali sembra pronto ad accogliere con entusiasmo la portata rivoluzionaria di questa nuova disciplina, istituzioni e decisori politici sono rimasti indifferenti, come dimostra la loro assenza dalle sedi di discussione durante il convegno trentino. Il prossimo passo è allora quello di uscire dalle mura delle università per perfezionare i nuovi strumenti dell’anticipazione insieme con i decision-makers, per rinnovare insieme i nostri processi decisionali e rendere la nostra società finalmente in grado di non farsi cogliere impreparata dai cambiamenti, ma di saperli gestire e valorizzare. L’Italian Institute for the Future cercherà di fare la sua parte in questa grande sfida per un futuro migliore.

Napoli torna a essere capitale del futuro con la nuova edizione del Congresso Nazionale di Futurologia, l’evento annuale organizzato dall’Italian Institute for the Future per ragionare insieme ai principali esperti italiani di scenari di lungo termine e sfide del futuro. La nuova edizione si intitola “Le sfide del domani” e si terrà all’Università degli Studi Suor Orsola Benincasa di Napoli il 26 e 27 novembre 2015.

Un evento che raddoppia rispetto alle precedenti edizioni. Due giorni, tre sessioni parallele, 14 panel, 65 speaker. “Una scommessa e al tempo stesso una necessità”, spiega il presidente dell’IIF, Roberto Paura: “Le sfide del domani sono sempre più numerose e più impegnative, dai cambiamenti climatici alle migrazioni internazionali, dalla disoccupazione tecnologica al futuro dell’uomo nello Spazio. Abbiamo bisogno di eventi in cui ci si prenda il tempo necessario per fare il punto della situazione, anticipare i cambiamenti, progettare strategie, individuare soluzioni. Il Congresso di Futurologia, al di là del nome provocatorio, nasce per questo: non una passerella di personalità, ma un incontro tra esperti e grande pubblico per discutere e ragionare insieme sul nostro futuro”.

Tre le sessioni parallele: “Le sfide della tecnologia di domani” affronterà i temi dell’automazione, del diritto digitale, della società sempre connessa, dell’Internet of Things. “Le sfide del mondo di domani” discuterà di cambiamenti climatici e demografici, di futuro dell’Europa e di nuove soluzioni per un sviluppo economico sostenibile. “Le sfide del Quarto Ambiente”, infine, coordinato dal nuovo Center for Near Space dell’IIF, farà il punto sull’accesso allo spazio, il turismo spaziale, l’esplorazione del Sistema Solare, la costruzione di habitat nel cosiddetto quarto ambiente, lo spazio appunto.

Nel corso dell’evento, saranno presentati anche i due nuovi centri di ricerca dell’IIF, il Center for the Future of Europe e il Center for Economic Development & Social Change, che andranno ad aggiungersi al Center for Near Space inaugurato lo scorso 14 luglio alla Reggia di Caserta. I due nuovi centri IIF si occuperanno rispettivamente di futuro del continente europeo dal punto di vista politico, giuridico, strategico, e delle prospettive di uno sviluppo economico sostenibile fondato sugli strumenti della finanza etica, del microcredito, delle nuove misure del benessere.

Tantissimi gli ospiti provenienti da tutta Italia. Nella sessione conclusiva, in programma venerdì 27 novembre alle 12.00, interverrà l’ex ministro del lavoro e già presidente dell’ISTAT, Enrico Giovannini, a capo della commissione ONU sulla Data Revolution, per fare un bilancio delle sfide del futuro insieme al giornalista Donato Speroni.

Tutte le info e il programma

Sabato 10 e domenica 11 ottobre l’Italian Institute for the Future sarà presente alla fiera “Stranimondi” presso l’UESM-Casa dei Giochi di Milano! Una convention organizzata dalle principali case editrici di fantascienza in Italia e rivolta agli appassionati del settore, a cui non potevamo mancare data la continua attenzione che l’IIF dedica alla narrativa d’anticipazione e di speculazione come “strumenti” per immaginare e studiare il futuro. E proprio a questi temi sarà dedicato l’incontro in programma domenica 11 ottobre alle ore 15.00 con il presidente dell’IIF, Roberto Paura, dal titolo “Futuri: studiare il futuro tra scienza e fantascienza“.

Ma non mancano le iniziative in programma che potranno interessare tutti coloro che seguono le attività dell’IIF: dall’incontro con Bruce Sterling, tra i padri della narrativa cyberpunk successivamente divenuto uno dei più attenti studiosi dei cambiamenti sociali e tecnologici, alla presentazione delle attività dell’etichetta Future Fiction diretta da Francesco Verso, che sta portando in Italia alcune delle storie più interessanti di narrativa d’anticipazione presenti sul mercato internazionale, già ospite della precedente edizione del Congresso di Futurologia. E con Francesco Verso ci saranno anche altri due autori pubblicati sulla nostra rivista FUTURI: Giovanni De Matteo e Andrea Viscusi. Per tutta la due giorni, infine, ci troverete allo stand IIF, dove potrete approfittare della straordinaria offerta per portarvi a casa tutti i primi cinque numeri della nostra rivista al prezzo di soli 20 euro! Per l’occasione tornerà disponibile il n. 2 di FUTURI, esaurito da diversi mesi. Potrete inoltre trovare anche, in offerta scontata (12 euro anziché 15), il libro Futuro in progress. Guida al mondo che sta cambiando sotto i nostri occhi.

Info e programma: http://stranimondi.it/

Il 2015 è un doppio anniversario per la saga cinematografica di Ritorno al futuro: si celebrano infatti sia i 30 anni dall’uscita del primo film, nel 1985, sia la data in cui, nel sequel Ritorno al futuro -Parte II, i protagonisti arrivano nel futuro: il 21 ottobre 2015. Il mondo immaginato in quel film ha molte cose in comune con il nostro 2015, ma anche molte differenze. Per dirne una, non guidiamo ancora auto volanti. E del futuro di Ritorno al futuro si parlerà in due diversi appuntamenti insieme al presidente dell’Italian Institute for the Future, Roberto Paura.

La prima è all’Aquila in occasione della Notte dei ricercatori organizzata dall’INFN il 25 settembre. Al Ridotto del Teatro dell’Aquila andrà in scena (ore 21.00) il talk-show Back to the future: immagina il futuro! con il regista e critico cinematografico Piercesare Stagni e con Roberto Paura, in un viaggio attraverso i futuri immaginati dal cinema di fantascienza, per cercare di immaginare come sarà il mondo tra trent’anni, nel 2045.

La seconda è alla Fiera di Roma in occasione del Romics 2015. Il 3 ottobre al Romics Movie Village verrà presentato infatti il cofanetto Blu-ray della trilogia nella speciale edizione 3o° anniversario. All’incontro interverrà anche il presidente dell’IIF, Roberto Paura, per discutere degli scenari futuri che ci aspettano partendo dall’immagine del 2015 presentata nel film di Robert Zemeckis.

Cosa e come mangeremo nel futuro? Le bistecche sintetiche invaderanno i supermercati? Gli insetti entreranno a far parte del nostro menu? Gli OGM domineranno le nostre tavole o vivremo un boom del biologico? Diventeremo tutti vegani? A queste e altre domande cercheremo di rispondere in un evento da non perdere, tra scienza, fantascienza, economia, sociologia. Mercoledì 9 settembre, alla Libreria Iocisto in via Cimarosa a Napoli, l’Italian Institute for the Future organizza un incontro sul futuro dell’alimentazione in occasione della presentazione dell’antologia Ma gli androidi mangiano spaghetti elettrici? (Edizioni Della Vigna), a cura di Francesco Grasso, Marco Minicangeli e Massimo Mongai, e del quinto numero della rivista Futuri (IIF Press).

L’antologia Ma gli androidi mangiano spaghetti elettrici?, pubblicata nell’ambito dei tavoli tematici Expo, ospita diciotto racconti sul cibo del futuro, e sul futuro del cibo. In una Terra con sempre più abitanti e risorse sempre più saccheggiate, avere abbastanza da mangiare potrebbe diventare un problema nei prossimi decenni. I curatori hanno quindi chiesto agli autori e alle autrici di immaginare cosa potrà accadere. Ne sono uscite diciotto portate varie, un menu completo: chi ha un approccio più ottimista, chi più pessimista, chi cita il caffé e chi il peperoncino, chi parla di tonkatsu e spaghetti e chi di acqua. Manca il vino, in compenso è presente una strana bevanda dal gusto nuovo e forte. Poi, nuove diete e nuovi cibi… Insomma, diciotto sfumature di cibo che introdurranno il dibattito sul futuro dell’alimentazione con i curatori e scrittori Francesco Grasso, Marco Mincangeli e Massimo Mongai, il sociologo Adolfo Fattori, il professore di diritto dell’ambiente Renato Briganti e con Andrea Gatto, responsabile dell’Osservatorio sullo sviluppo economico dell’IIF, riprendendo i temi di un articolo sull’agrifood pubblicato sull’ultimo numero della rivista Futuri.

L’appuntamento è per mercoledì 9 settembre alle ore 18.00 – Libreria Iocisto, via Cimarosa 20 (ang. Piazza Fuga), Napoli.

Un evento con il patrocinio del Comune di Napoli nell’ambito della programmazione Napoli per Expo.

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