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Di fronte all’escalation bellica in un quadro globale reso critico dagli effetti dell’Antropocene, il termine “policrisi” ha iniziato a imporsi per designare un presente e soprattutto un futuro di crisi sistemiche del sistema internazionale. I multipli scenari di guerra in atto o in potenza politicizzano con altri mezzi – cioè, militari – le numerose linee di frattura dello scenario politico internazionale, polarizzandole in modo radicale e riducendo drammaticamente gli spazi di mediazione. Ma maggiore è la crisi istituzionale internazionale, maggiore è il bisogno di una democratizzazione formale e sostanziale delle istituzioni e degli attori, compresi quelli della società civile internazionale: rimettere al centro questo tema è essenziale per non rassegnarsi a un futuro di militarismo, autoritarismi e nuovi nazionalismi/suprematismi, peraltro potenzialmente o di fatto trasversali ai regimi politici. I Futures Studies possono contribuire a smontare il fatalismo deterministico e mettere al centro, anche e soprattutto per l’ordine politico globale, un’idea di futuro desiderabile verso cui muoversi con rinnovata consapevolezza. 

Sommario

EDITORIALE

BOLLETTINO IIF

OSSERVATORIO

In ricordo di Antonio Pacinelli
Mario Bolzan, Simone Di Zio

I Futures Studies in Italia: un’analisi esplorativa
Mara Di Berardo, Carolina Facioni, Roberto Paura

L’Europa volge lo sguardo al futuro: un rapporto sul foresight della Commissione Europea
Roberto Covino, Andrea Minervini, Eleonora Salvatore

EUROPA, MEDITERRANEO E SCENARI GLOBALI

Verso democrazie post-rappresentative? Sfide tecnocratiche e contraccolpi populisti in Europa
Francesco Raniolo, Aurelia Zucaro

Il tecnopopulismo come strumento di stigmatizzazione del conflitto politico nelle democrazie rappresentative
Fabio Carbone

Estremisti, radicali o populisti? Sovrapposizioni e intersezioni tra i partiti di destra in Europa
Aurelia Zucaro

Budapest e il terzo riflusso autoritario
Nicolò Sorio

NATO looking up: the relevance of outer space in a changing security environment
Valentina Chabert

A more integrated West-Mediterranean as a possible implication of weaker EU
Mohsen Hrizi

Las devoluciones en caliente: la questione migratoria europea nei rapporti ispano-marocchini
Mario Rafaniello

Tra embargo di armi e violazioni dei diritti umani: gli impatti delle sanzioni dell’UE contro il Venezuela
Giuseppe Guarino

SCENARI

A Case for Mundialisation: Scaling Technological Innovation from Municipalities to Small States
Crenguta Leaua, Leonardo Conte, George Leaua

Verso una grande contrazione dei colletti bianchi? ChatGPT e la “sostituzione intellettuale”
Gabriele Giacomini

Economia di cura e reddito di base. Ristrutturare il welfare per dare risposta ai bisogni emergenti
Maria Dalila Di Bartolomeo

Neuroteologia ed ecologia della mente: frontiere per un nuovo sincretismo
Alessandro Gelao

In viaggio verso il futuro: come il turismo del futuro influenzerà i modi di abitare la realtà e il virtuale
Mascia Di Torrice, Carolina Facioni, Mariangela Sabato

La società del domani. La ristrutturazione del legame sociale tra pandemia e trasformazione digitale
Elena Savona

Per una narratologia digitale: la natura complessa delle identità sociali
Luigi Somma

AUTORƏ

Per l’Europa è una lunga ora buia. Questo numero di Futuri, il secondo curato dal Center for European Futures, viene pubblicato nei giorni in cui il Mondo si trova sull’orlo di una pericolosa escalation nucleare. L’aggressione russa all’Ucraina ha gettato la società internazionale in una condizione di tempesta perfetta, possi­bilmente ancora più intensa in Europa per ragioni di prossimità geografica e quindi politica. Sul futuro dell’Europa tanto dipenderà anche dalla durata e dell’esito della guerra in Ucraina: in questa partita si gioca, più in generale, il futuro dell’ar­chitettura del Sistema Internazionale e dei rapporti di forza globali.

Ci troviamo in un quadro mutevole e di complessità estre­ma. Le variabili che interagiscono e plasmano il futuro prossimo e meno prossimo sono numerosissime e si intrecciano in diversi livelli spaziali: naziona­le, europeo, internazionale. Questo numero di Futuri ha l’obiettivo di fornire alle lettrici e ai lettori prospettive e analisi per orientarsi nel presente alla luce delle riflessioni sui futuri possibili dell’Europa e del Sistema Internazionale.

Lo spazio Mediterraneo, i populismi dopo il Covid-19 in Europa e in prospettiva internazionale comparata, il ritorno dello Stato e le trasformazioni del discorso politico, il futuro del trasporto ferroviario, le politiche digitali europee, il caso della “health diplomacy” del Venezuela, le relazioni internazionali nella cultura pop giapponese, le migrazioni, sono alcuni dei temi affrontati in questo numero. Il numero ospita anche il contributo di Valeriy Heyets, Direttore dell’Institute for Economics and Forecasting dell’Accademia nazionale delle Scienze dell’Ucraina, che inaugura una collaborazione con l’Italian Institute for the Future che, speriamo, possa presto proseguire in un contesto di Pace per questo Paese.

Il numero speciale fuori serie di FUTURI è disponibile esclusivamente in formato digitale e scaricabile gratuitamente.

Con l’obiettivo di diventare sempre più un forum di dibattito, impegno e discussione sui futuri dell’Europa e dell’Unione Europea, e al contempo favorire l’applicazione dei Futures Studies in relazione ai temi europei, il Center for European Futures (CEF) ha deciso di lanciare una Call, aperta e permanente, per raccogliere paper di ricerca e analisi da pubblicare nella collana dei suoi Research Paper Series.

La Call è aperta sia a giovani studiose/i, sia ad accademiche/ci ‘senior’. Potenziali temi da sviluppare includono tutte le questioni rientranti nel settore allargato delle Scienze Sociali (inclusa la filosofia della scienza), che:

  • toccano, direttamente o indirettamente, lo spazio Europeo: politica e società, sfera digitale, istituzioni, cultura e beni comuni, politica economica, studi di genere, arti performative, mutamenti, etc.
  • offrono riflessioni sui futuri possibili di temi specifici e questioni legate all’Europa (ad esempio, i futuri dell’integrazione europea, dell’ambiente in Europa o dei beni comuni, del lavoro, etc.).
  • propongono “esercizi di futuro”, ovvero esercizi di immaginazione (e re-immaginazione) di aspetti più o meno specifici dei futuri possibili dell’Europa, dell’UE, e delle società europee.

I Research Papers attesi sono analisi originali, rigorose, scritte in modo chiaro e conciso così da favorire un’ampia circolazione delle idee. La lunghezza dei manoscritti deve essere ricompresa tra le  6000 e 8000 parole massimo, ivi comprese note e bibliografia. Tutti i paper sono sottoposti a valutazione double-blind. I lavori saranno pubblicati con l’ISBN dell’Italian Institute for the Future Press, e una apposita selezione sarà inoltre ripubblicata in forma di capitoli per lo  Yearbook of the Center for European Futures (cadenza annuale).

Si prega di inviare candidature e proposte corredate di nome e cognome, affiliazione (se presente), una breve nota biografica (no CV), titolo e breve abstract di massimo 300 parole al seguente indirizzo email: info@europeanfutures-iif.com

Molti studiosi di geopolitica pensavano che con la fine dell’Unione Sovietica il “pericolo” di una grande entità geopolitica eurasiatica fosse stato sventato una volta per tutte. La storia ha dato loro torto, e anzi si afferma con sempre maggiore forza la tendenza a una contrapposizione tra il modello “atlantista” (NATO) e quello “eurasiatista” (Russia e, in parte, Cina).

Quest’articolo ci conduce quindi nei meandri del pensiero eurasiatista così come riformulato dal suo nuovo “vate” Alexandr Dugin e ne analizza l’influsso sull’attuale politica estera condotta dal presidente Putin.

 

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