Anche quest’anno, il Center for European Futures cura il numero speciale della rivista Futuri dedicata ai futuri dell’Europa e del sistema internazionale. E, come ogni anno, obiettivo del numero è ospitare contributi di carattere teorico, concettuale, metodologico ed empirico che, attraverso l’ottica degli studi sul futuro, aspirino ad analizzare gli scenari futuri dell’Europa e del Mondo. In questa direzione, si raccomandano analisi che facciano utilizzo di metodi propri dei Futures Studies e della previsione sociale – e/o che enfatizzino le conseguenze di lunga durata, gli effetti di megatrend o gli scenari multipli dei temi trattati.

Dal punto di vista tematico il numero è aperto: sono sollecitati, dunque, contributi da approcci diversi e (possibilmente) interdisciplinari che possano studiare ambiti diversi ed eterogenei: istituzioni e politica a livello nazionale, internazionale e comparato; economia (comprese politiche economiche e del lavoro) e società (incluse questioni di genere); culture e linguaggi; coesione territoriale, disuguaglianze e/o scenari demografici; nuovi sviluppi in ambiti specifici quali l’ecologia e il digitale, o la nuova corsa agli armamenti. Naturalmente, sono benvenute analisi teoriche ed empiriche rivolte specificamente al processo d’integrazione europea – e all’Unione Europea – e ai suoi possibili sviluppi futuri, specialmente alla luce delle dinamiche (sociopolitiche, economiche, di trasformazione istituzionale) generate nel contesto della guerra in Ucraina. Anche in quest’ultimo caso, le analisi possono abbracciare virtualmente tutti gli aspetti dell’integrazione e del complesso istituzionale dell’UE: politica estera e sicurezza comune, gli effetti della guerra in Ucraina, mercato interno e/o commercio internazionale, politiche ambientali, interventi come il NextGenerationEU e le sue implicazioni di policy, partiti politici ed Europa, istituzioni e integrazione tra ordinamenti, tematiche di genere dentro e fuori le istituzioni.

Deadline e programma orientativo della pubblicazione

  • 10 marzo: invio degli abstract*
  • 15  marzo: comunicazione della selezione degli abstract
  • 15 maggio: invio degli articoli
  • 15 giugno: Feedback della valutazione peer-review
  • 30 giugno: Invio degli articoli modificati alla luce delle indicazioni dei referee
  • Luglio 2023: pubblicazione del numero speciale

*Gli abstract, compresi tra le 200 e le 350 parole, devono contenere le principali indicazioni sui temi che si intendono trattare, le prospettive teoriche ed eventualmente metodologiche. Essi devono, inoltre, essere corredati da una breve biografia di autrici e autori.

Istruzioni per gli autori

Per qualsiasi informazione, anche contenutistica in merito ai Futures Studies, gli autori e le autrici interessati/e a pubblicare nel numero sono pregati/e di contattare il curatore della serie al seguente indirizzo mail: a.cozzolino@europeanfutures-iif.it.

Gli articoli possono essere in italiano o in inglese. La valutazione dei contributi di questo numero sarà subordinata a una modalità partecipativa di referaggio double-blind: gli autori si impegnano a valutare almeno un contributo di un altro autore. Gli articoli devono avere una lunghezza compresa tra le 25.000 e le 35.000 battute (inclusi spazi e bibliografia). Le norme editoriali a cui attenersi e le istruzioni per l’invio degli articoli sono disponibili all’indirizzo: http://www.futurimagazine.it/norme-editoriali/

FUTURI è una rivista semestrale sui futures studies. È riconosciuta rivista scientifica in Italia per l’Area 14 (Scienze politiche e sociali). 

Per l’Europa è una lunga ora buia. Questo numero di Futuri, il secondo curato dal Center for European Futures, viene pubblicato nei giorni in cui il Mondo si trova sull’orlo di una pericolosa escalation nucleare. L’aggressione russa all’Ucraina ha gettato la società internazionale in una condizione di tempesta perfetta, possi­bilmente ancora più intensa in Europa per ragioni di prossimità geografica e quindi politica. Sul futuro dell’Europa tanto dipenderà anche dalla durata e dell’esito della guerra in Ucraina: in questa partita si gioca, più in generale, il futuro dell’ar­chitettura del Sistema Internazionale e dei rapporti di forza globali.

Ci troviamo in un quadro mutevole e di complessità estre­ma. Le variabili che interagiscono e plasmano il futuro prossimo e meno prossimo sono numerosissime e si intrecciano in diversi livelli spaziali: naziona­le, europeo, internazionale. Questo numero di Futuri ha l’obiettivo di fornire alle lettrici e ai lettori prospettive e analisi per orientarsi nel presente alla luce delle riflessioni sui futuri possibili dell’Europa e del Sistema Internazionale.

Lo spazio Mediterraneo, i populismi dopo il Covid-19 in Europa e in prospettiva internazionale comparata, il ritorno dello Stato e le trasformazioni del discorso politico, il futuro del trasporto ferroviario, le politiche digitali europee, il caso della “health diplomacy” del Venezuela, le relazioni internazionali nella cultura pop giapponese, le migrazioni, sono alcuni dei temi affrontati in questo numero. Il numero ospita anche il contributo di Valeriy Heyets, Direttore dell’Institute for Economics and Forecasting dell’Accademia nazionale delle Scienze dell’Ucraina, che inaugura una collaborazione con l’Italian Institute for the Future che, speriamo, possa presto proseguire in un contesto di Pace per questo Paese.

Il numero speciale fuori serie di FUTURI è disponibile esclusivamente in formato digitale e scaricabile gratuitamente.

Si conclude il ciclo 2022 delle Foresight Masterclass dell’Italian Institute for the Future. Il 10 novembre parte la quarta e ultima masterclass dedicata a Analisi di rischio politico per la nuova governance globale che vede come docenti Adriano Cozzolino e Giulia Cimini del nostro Center for European Futures.

Spesso leggiamo che l’evoluzione degli scenari contemporanei – nazionali e internazionali, politici ed economici – cambi in modo sempre più veloce. La domanda, tuttavia, è: quanto imprevedibilmente? L’obiettivo di questa masterclass è fornire gli strumenti analitici fondamentali per sondare le principali tendenze in atto e discernere i possibili scenari futuri attraverso una “cassetta degli attrezzi” applicabile, tra gli altri, agli scenari politico-istituzionali, economici, energetici, sociali.

La masterclass è aperta a tutti, senza limiti di età e con qualsiasi background di formazione. In particolare è suggerita per manager di aziende con business internazionale, responsabili import/export, analisti, ricercatori, responsabili della pubblica amministrazione.

Gli incontri si terranno su Zoom giovedì 10 novembre, giovedì 17 novembre e giovedì 24 ottobre dalle 17.30-19.30.

Presentazione della masterclass: venerdì 4 novembre ore 18.00 in diretta sul canale YouTube e sulla pagina Facebook dell’Italian Institute for the Future, e sulla pagina Linkedin del Center for European Futures.


I docenti

Adriano Cozzolino è direttore del Center for European Futures e responsabile ricerca dell’Italian Institute for the Future. Ricercatore all’Università della Campania Luigi Vanvitelli, insegna Global Politics e International Relations in Political Thought.

Giulia Cimini è fellow del Center for European Futures. Ricercatrice all’Università di Bologna, dove insegna Politics and Society in the Global World e Environment in Internationa Politics, è visiting all’Università Internazionale di Rabat.

Il Center for European Futures dell’Italian Institute for the Future organizza dal 6 al 9 luglio 2022 a Napoli un Corso intensivo di Analisi di Scenario e Rischio Politico. Il corso permette di acquisire, con l’aiuto di esperte ed esperti di diversi campi, i principali strumenti analitici – pratici e teorici – per condurre analisi e valutazioni su scenari futuri e rischi socio-politici connessi. Un corso essenziale per orientarsi e acquisire competenze in un contesto internazionale caratterizzato da rapidi cambiamenti e trasformazioni profonde, pensato per fornire quelle competenze analitiche sempre più richieste, oggi, da attori pubblici e privati.

In dettaglio, il corso di Analisi di Scenario e Rischio Politico ha l’obiettivo di combinare (i) la formazione sui contenuti dell’analisi di scenario e del rischio politico, (ii) la trasmissione dei principali metodi (qualitativi e quantitativi) per condurre analisi rigorose, (iii) focus specifici su temi di estrema rilevanza attuale quali l’integrazione europea e la cybersecurity. Inoltre, ogni giornata prevedrà una sessione pomeridiana di tipo laboratoriale per favorire l’applicazione pratica delle competenze acquisite durante le attività seminariali.

Il corso, aperto a tutti, è rivolto in particolare a studenti (universitari o di dottorato), giovani ricercatori e professionisti desiderosi di acquisire nuove competenze e strumenti da applicare nei diversi contesti lavorativi e di ricerca.

Le competenze che si acquisiranno alla fine del corso saranno:
– Conoscenza dei fondamenti dell’Analisi di Scenario e di Rischio Politico;
– Conoscenza dei principali metodi qualitativi e quantitativi di Scenario Planning;
– Immersione in casi-scenari specifici legati ai principali rischi d’area e ai megatrend emergenti;
– Applicazioni pratiche degli strumenti appresi.

Il corso si terrà a Napoli presso Dialogue Place (via Sapienza 18) nei giorni da mercoledì 6 luglio a sabato 9 luglio dalle ore 9.30 alle 17.30. Il costo di iscrizione è di 350,00 € (sconto soci IIF: 10%). Per maggiori dettagli e iscrizioni si rimanda alla pagina specifica.

Scopri di più e iscriviti

La pandemia e la guerra cambieranno verosimilmente il volto del mondo per come lo conosciamo. Ragionare sul futuro dell’Europa e dell’ordine internazionale diventa, quindi, sempre più necessario: per capire e quindi per potere agire consapevolmente. L’Italian Institute for the Future, con il suo Center for European Futures, lancia un ciclo di quattro incontri che, a partire dalla guerra in Ucraina, ragioneranno – con esperte ed esperti di diversi campi – intorno a possibili scenari di medio-lungo periodo.

Gli incontri verteranno su diversi scenari: la politica in Europa tra populismo, tecnocrazia e sovranismo; lo spazio post-sovietico e l’ordine internazionale; il mediterraneo e l’integrazione europea; l’economia internazionale. Attraverso le analisi e commenti informati, l’Italian Institute for the Future aspira a fornire al pubblico un insieme di strumenti per orientarsi nelle sfide e i problemi del presente e nei futuri possibili dello spazio europeo e internazionale.

1. Le sfide per l’Europa tra sovranismo, tecnocrazia e populismo – 22 aprile 2022 ore 18.00

Fino a poco prima dell’emergenza pandemica, una parte rilevante dei rapporti politici europei andava strutturandosi sempre più nel confronto tra sovranismi-populismo da un lato e forme di governo tecnocratiche dall’altro – anche con interessanti forme ibride di “tecno-populismo” emergenti. L’“Europa”, in questo quadro, era (ed è) una delle principali fonti di confronto e scontro, con molti partiti della destra populista attratti da quella “democrazia illiberale” di cui Putin sembrava rappresentare il faro. Se la pandemia prima, e la guerra dopo, hanno profondamente scompaginato questi scenari, una nuova domanda sorge spontanea: quale sarà il futuro della politica in Europa nel medio e lungo periodo?

Per orientarci nell’analisi, Valerio Alfonso Bruno (research fellow del Center for Analysis of Radical Right e del Center for European Futures) ne parlerà con una studiosa e uno studioso che, da lungo tempo e prospettive diverse, hanno ragionato su questi temi. In ordine alfabetico:

Diego Giannone, professore associato di Scienza Politica presso l’Univrsità della Campania “L. Vanvitelli”, esperto di trasformazioni dello Stato e della democrazia; sistema politico dell’Unione Europea; politiche e politica degli indicatori; tecnocrazia.

Mara Morini, professoressa associata di Scienza Politica presso l’Università di Genova, esperta di Russia e spazio-post-sovietico; analisi comparata dei populismi in Europa; populismo e neopopulismo russo; processi di democratizzazione nell’est europeo.

2. Futuro dell’integrazione europea e dello spazio mediterraneo – 6 maggio 2022 ore 18.00

Il secondo incontro del ciclo ci porta a ragionare del futuro dell’integrazione europea e dello spazio mediterraneo. Prima l’emergenza pandemica e poi la guerra in Ucraina hanno avuto e avranno in futuro un impatto significativo sul processo di integrazione europea e sullo spazio mediterraneo complessivamente inteso. Politica estera, energia, rapporti istituzionali sono e saranno sempre più oggetto di trasformazioni profonde ed incisive.

Per saperne di più, ne parleremo con (in ordine alfabetico):

Giulia Cimini – Ricercatrice presso il Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali dell’Università di Bologna. Collabora anche con la Fondazione tedesca Gerda Henkel e l’Università Internazionale di Rabat; è membro del . E’ specializzata in Studi Internazionali e politica comparata, con un focus areale sul Medio Oriente e Nord Africa. Lavora prevalentemente su partiti politici, tematiche ambientali e di sicurezza.

Roberta Ferrara – dottoranda in Studi Internazionali presso l’Università degli Studi di Napoli L’Orientale, dove svolge anche attività didattica come cultrice della materia in Politiche ed Istituzioni dell’Unione Europea e Storia delle Relazioni Internazionali. È membro del CeSEC (Centro di Studi sull’Europa Contemporanea, Università L’Orientale) e del CEF (Center for European Futures). I suoi interessi di ricerca riguardano la storia del processo di integrazione europea con particolare focus sulla politica estera ed euro-mediterranea della CEE/UE e la politica sociale europea.

Andrea Pierucci – per trent’anni funzionario delle Istituzioni europee, tra cui Parlamento europeo, Commissione e Comitato economico e sociale. Ha collaborato con Altiero Spinelli alla preparazione del Progetto di Trattato sull’Unione europea e, in seguito, alla preparazione dei Trattati di Maastricht e Amsterdam. Fin dall’inizio degli anni 2000 è professore a contratto di Organizzazione politica europea all’Università l’Orientale. E’ autore di numerose pubblicazioni in materia di Istituzioni europee e di Trattati europei, di diritti dei cittadini, di mediazione europea e di altre questioni inerenti all’Unione europea.

Prossimi incontri
3. Lo spazio post-sovietico e l’ordine internazionale
4. Guerra, pandemia, de-globalizzazione: il futuro della politica economica internazionale

Gli incontri sono trasmessi in diretta sul canale YouTube dell’Italian Institute for the Future e sulle pagine Facebook e LinkedIn del CEF.

Il legame tra i Futures Studies e la guerra è molto particolare. Forse è uno di quei casi in cui un tema ha, in qualche modo, consentito la nascita e gli sviluppi di una disciplina. Solo alla fine della Seconda guerra mondiale, infatti, si comprende come, per la prima volta, la scienza sia non solo al servizio del bene dell’umanità, ma anche il possibile strumento della sua distruzione. Prima dell’atomica, in effetti, le guerre erano, insieme alle carestie e alle pestilenze, quell’elemento che, circa ogni 70 anni, dimezzava la popolazione esistente nel mondo. I rischi di una Terza Guerra Mondiale sono il motore sul quale si sviluppano think-tank come la Rand Corporation: in questo contesto vengono messe a punto nuove tecniche di indagine rivolte ai futuri possibili (ad esempio, gli scenari, il Delphi) e, grazie all’apporto filosofico europeo, nascono i Futures Studies. Questo per dire che è importante, oggi, dedicare un numero di FUTURI a un tema mai trattato qui prima: la guerra.

Non mancano i segnali deboli e forti del possibile verificarsi di un conflitto nel futuro, e mai come in questo momento ha senso parlare di incertezza. Il numero si propone, nella prima parte, di descrivere un teatro di guerra nel 2050: chi combatterà questa guerra, e come; quali saranno le strategie di comunicazione rivolte ai cittadini; a che livello territoriale arriverà: possiamo pensare a una terza guerra mondiale, oppure a tanti conflitti sparsi, come già oggi quelli che coinvolgono anche la “pacifica” Europa? La seconda parte tratterà invece della pace: quali sono le strategie possibili per evitare che nel 2050 scoppi un conflitto che potrebbe essere disastroso per la storia umana? In questo senso, la guerra – e tutte le sue implicazioni demografiche, economiche, sociali, culturali – deve avere nei Futures Studies, e in particolare nell’anticipazione, il suo antagonista. Non è una novità: se vogliamo, “si vis pacem, para bellum” (se vuoi la pace, prepara la guerra) è uno dei primi esempi di anticipatory approach della storia.

Si sollecitano pertanto contributi di taglio interdisciplinare, caratterizzati dall’applicazione di metodi tipici dei Futures Studies, su argomenti quali:

  • Scenari dei futuri conflitti (con orizzonte al 2050)
  • Driver e megatrend dei nuovi e futuri conflitti
  • Strategie di anticipazione nel contesto bellico
  • Evoluzioni possibili dell’ordine internazionale
  • Cyberwarfare e potenziali minacce del metaverso
  • Nuovi sistemi d’armamento ed evoluzione delle armi autonome
  • Futures Studies e Peace Studies
  • Gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile per la promozione della pace
  • Militarizzazione dello spazio e dual use delle nuove tecnologie spaziali
  • Governance dei rischi tecnologici e scenari di governo mondiale

I contributi possono essere presentati in italiano e in inglese. È richiesto in via preliminare l’invio di un abstract della lunghezza di massimo 2000 battute entro il 30 aprile 2022 all’indirizzo segreteria@futureinstitute.it. Gli abstract vanno inviati in un file Word o compatibile e privo di riferimenti all’autore/autrice. L’esito della selezione degli abstract sarà comunicato entro il 15 maggio 2022. I contributi devono rientrare tra le 20.000 e le 30.000 battute spazi inclusi.

La bibliografia, citata con il sistema americano autore-data all’interno del testo, sarà redatta seguendo gli esempi di seguito:

  • Arnaldi S., Poli R. (a cura di), La previsione sociale – Introduzione allo studio dei futuri, Carocci, Roma, 2012.
  • Beckert J., Imagined futures: Fictional expectations in the economy, “Theory and Society”, vol. 42 n. 3, 2013.
  • Campa R., Un decalogo per la tecnoetica, “Futuri”, 11 maggio 2020: https://www.futurimagazine.it/dossier/un-decalogo-per-la-tecnoetica/
  • Fucile G., E rimarrà solo un apriscatole. Cultura del consumo e apocalissi letterarie, in Paura R., Verso F. (a cura di), Antropocene. L’umanità come forza geologica, Future Fiction, Roma, 2018.

All’interno del testo, le citazioni saranno effettuate utilizzando le virgolette basse («») per i testi in lingua italiana, con le virgolette alte (“”) per i testi in lingua inglese.

Gli articoli dovranno essere inviati in formato Word o compatibile all’indirizzo segreteria@futureinstitute.it entro il 31 agosto 2022 comprensivi di una breve bio-bibliografia dell’autore. Eventuali immagini andranno inviate fuori testo in formato .jpeg o .png ad alta risoluzione. È necessario allegare un ulteriore documento nel quale andranno riportate le didascalie e le fonti delle immagini proposte.

Gli articoli ricevuti saranno valutati dal Comitato Scientifico della rivista FUTURI e da referee esterni. La pubblicazione è prevista per il mese di novembre 2022. Questo numero è curato da Carolina Facioni.

Il Center for European Futures (CEF) lancia una nuova call for papers per il numero speciale di FUTURI del 2022 intitolato “Sfide e nuovi paradigmi per il futuro dell’Europa. Integrazione, società, ambiente, digitale”. Questo numero, interamente a cura del CEF, segue quello inaugurale del 2021 dedicato al futuro dell’Europa dopo la pandemia. Nel numero del 2022 si intende ospitare articoli che, da prospettive disciplinari e tematiche diverse, esplorino diversi aspetti del processo di integrazione europeo e più in generale dinamiche e dibattiti in seno all’Europa, da una prospettiva interna e nella sua proiezione internazionale, con particolare riguardo agli scenari di medio e lungo termine.

La call di questo numero è aperta. Possibili tematiche di interesse includono, tra le altre:

  • Unione Europea e le relazioni internazionali. In particolare, sfide e futuri possibili dello spazio mediterraneo;
  • Politica economica dell’UE e dell’Eurozona. Politiche di bilancio e diritti delle generazioni future;
  • Temi specifici di stretta attualità come il NextGeneration EU, la Conferenza sul Futuro dell’Europa, transizione verde e/o politiche digitali.
  • Coesione territoriale, disuguaglianze in Europa, e/o gli scenari demografici;
  • Politicizzazione delle fratture sociali nello spazio europeo (anche extra-UE), tra (apparente) crisi dei populismi e nuovi possibili conflitti. Movimenti sociali e beni comuni;
  • Scenari futuri del processo di integrazione europea dopo il Covid-19;
  • Antropologia e sociologia dell’Europa attraverso il “prisma” del coronavirus.
  • Crisi del Covid-19 in Europa da una prospettiva di genere;
  • Giovani, disoccupazione e politiche del lavoro nell’epoca della crisi pandemica;

Deadline e programma della pubblicazione

  • 28 febbraio: invio degli abstract*
  • 5  marzo: comunicazione della selezione degli abstract
  • 30 aprile: invio degli articoli
  • 31 maggio: Feedback della valutazione peer-review
  • 30 giugno: Invio degli articoli modificati alla luce delle indicazioni dei referee
  • Luglio 2022: pubblicazione del numero speciale

*Gli abstract, compresi tra le 350 e le 500 parole, devono contenere le principali indicazioni sui temi che si intendono trattare, le prospettive teoriche ed eventualmente metodologiche.

Istruzioni per gli autori

Gli autori sono invitati a inviare i loro abstract per e-mail all’indirizzo info@europeanfutures-iif.it.

La valutazione dei contributi di questo numero sarà subordinata a una modalità partecipativa di referaggio double-blind: gli autori si impegnano a valutare almeno un contributo di un altro autore. Gli articoli devono avere una lunghezza compresa tra le 25.000 e le 35.000 battute (inclusi spazi e bibliografia).

La bibliografia, citata con il sistema americano autore-data all’interno del testo, sarà redatta seguendo gli esempi di seguito:

  • Arnaldi S., Poli R. (a cura di), La previsione sociale. Introduzione allo studio dei futuri, Carocci, Roma, 2012.
  • Beckert J., Imagined futures: Fictional expectations in the economy, «Theory and Society», vol. 42 n. 3, 2013.
  • Fucile G., E rimarrà solo un apriscatole. Cultura del consumo e apocalissi letterarie, in Paura R., Verso F. (a cura di), L’umanità come forza geologica, Future Fiction, Roma, 2018.

All’interno del testo, le citazioni saranno effettuate utilizzando le virgolette a sergente («»). Le note a pié di pagina vanno limitate all’essenziale e in ogni caso non vanno utilizzate per i riferimenti bibliografici.

FUTURI è una rivista semestrale sui futures studies, edita dall’Italian Institute for the Future in volume e in digitale. È riconosciuta rivista scientifica in Italia per l’Area 14 (Scienze politiche e sociali). 

Venerdì 26 novembre 2021 il Center for European Futures dell’Italian Institute for the Future organizza al Museo della Pace – MAMT di Napoli un incontro su passato, presente e futuro dell’Afghanistan: “A vent’anni dall’11 settembre. L’Afghanistan tra regime change e trasformazioni del Sistema Internazionale“. Le vicende che negli ultimi mesi hanno coinvolto l’Afghanistan spingono a riflettere sulle dinamiche di lungo termine dell’ordine globale, dal reflusso della potenza americana alle recrudescenze del fondamentalismo islamico, dalla crisi degli ordinamenti democratici al sempre complesso equilibrio tra diritti umani, diversità culturale, interessi geopolitici e geoeconomici.

Ne parleremo insieme all’Ambasciatore straordinario e plenipotenziario della Repubblica Islamica dell’Afghanistan in Italia, S.E. Khaled A. Zekriya, con cui discuteranno Adriano Cozzolino, direttore del Center for European Futures e ricercatore all’Università della Campania Luigi Vanvitelli; il professor Paolo Wulzer, docente di Storia delle Relazioni internazionali all’Università di Napoli L’Orientale, e Rosa Stella De Fazio, PhD in Diritto dell’Unione europea, membro del Comitato di redazione di OSRIN-Osservatorio sulle attività delle Organizzazioni internazionali e sovranazionali, universali e regionali.

L’incontro si terrà alle ore 16.00 presso il Museo della Pace – MAMT, via Depretis 130 – Napoli. L’ingresso è consentito previa prenotazione a questo link e presentazione del Green Pass.

Questo numero di FUTURI, il primo interamente a cura del Center for European Futures, non poteva che essere dedicato proprio al futuro dell’Europa dopo il Covid-19, e non poteva che affrontare il tema attraverso un insieme di angolature analitiche diverse. La prima parte del numero si concentra sulle istituzioni europee prima e durante la crisi pandemica (Andrea Pierucci), anche attraverso una prospettiva di politica economica (Adriano Cozzolino), e discute i nodi aperti delle regole fiscali dell’Eurozona e dell’austerità (Salvatore D’Acunto e Domenico Suppa). La seconda parte, invece, è dedicata a focus regionali e/o alla proiezione esterna dell’Europa: nel Mediterraneo (Roberta Ferrara), nell’area Balcanica (Marco Siragusa e Pietro Sabatino), e in relazione ai rapporti transatlantici con lo storico alleato statunitense (Eva Palo). La terza parte, infine, si concentra su un tema centrale per il futuro politico dell’Europa, cioè la questione della tecnocrazia e della geopolitica dell’expertise (Valerio Alfonso Bruno e Antonio Campati), e la questione del populismo (Daniele Battista).

La sezione Scenari ospita invece alcuni contributi sul tema, anch’esso di fondamentale importanza, del lavoro: più specificamente, il rapporto tra tempo di vita e di lavoro partendo dalla celebre “profezia” di Keynes (Giuseppe D’Elia), il ruolo del lavoro domestico nella crisi pandemica (Lucia Amorosi), e il destino dell’ecosistema startup, che può fornirci utili indizi su come cambieranno i modelli organizzativi del lavoro (Vincenzo Luise). Conclude la sezione un’analisi di scenario sulle opportunità della realtà virtuale e aumentata per il turismo e la rigenerazione delle aree interne (Merouah et al.).

L’obiettivo di questo sforzo corale è fornire una mappatura, da diverse prospettive di analisi, sull’Europa contemporanea e i suoi futuri possibili. Se, in questo tempo di pandemia, è ancora l’incertezza più profonda a caratterizzare i rapporti sociali, politici e istituzionali in Europa e nel mondo, l’aspirazione di questo numero di FUTURI è aiutare il lettore e la lettrice nel processo di orientamento, o meglio di riorientamento sull’Europa che verrà.

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Dal 2020, la pandemia e la chiusura di luoghi di cultura in tutta l’Unione Europea hanno reso ancora più evidente la precarietà del settore. In risposta, i commons sono stati arene di trasformazione e comunità di resistenza per le relazioni sociali e la cultura, “come un modo per creare empatia, dare voce a chi non ha voce, superare la distanza sociale e il vuoto degli spazi pubblici”.

Attraverso un progetto realizzato nell’ambito del programma europeo “Cultural Creative Space & Cities”, un team di ricerca composto da accademici e accademiche di diverse discipline, artisti/e e attivisti/e, in connessione con i movimenti sociali, ha condotto tra il 2020 e il 2021 una ricerca partecipata all’interno della comunità de l’Asilo, per progettare una nuova politica culturale.

L’Italian Institute for the Future, in collaborazione con il nostro Center for European Futures, è lieta di pubblicare il report finale di questo progetto, dal titolo Healing culture, reclaiming commons, fostering care, curato da Roberto Cirillo e Maria Francesca De Tullio.

La riflessione parte da un’esperienza di commoning per suggerire azioni dal basso e raccomandazioni all’Unione Europea per dare voce nelle politiche culturali ai lavoratori e alle lavoratrici della cultura, nonché a chi ogni giorno si prende cura dei commons. L’obiettivo è promuovere un processo decisionale inclusivo e garantire il sostegno ai gruppi resi ancora più fragili dalla Covid-19. La teoria è arricchita da esempi di attivazione comunitaria come “La Tela”, un’opera d’arte digitale collaborativa, e le residenze d’artista a Roccaporena, come progetto di coesione sociale e innovazione per costruire una connessione empatica tra artisti/e e abitanti delle aree interne.

Queste proposte ci interrogano e fanno da ponte verso una produzione culturale sostenibile, capace di promuovere principi di coesione, uguaglianza e solidarietà.

Il volume è disponibile in inglese gratuitamente in formato digitale e in cartaceo a soli 3 euro più spese di spedizione. È inoltre possibile contribuire alla traduzione italiana della pubblicazione acquistando una copia al costo di 5 euro.

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