Nace FuturAtelier, un nuovo modo di fare moda
La Fondazione IIF-Italian Institute for the Future lancia una nuova iniziativa per sostenere l’innovazione tecnologica e l’aggiornamento delle competenze digitali avanzate nel mercato del lavoro con FuturAtelier, sostenuto attraverso il bando vIvA, con il supporto di Google.org e del Fondo per la Repubblica Digitale.
FuturAtelier è un programma di formazione e orientamento che colma un vuoto strategico nel settore Moda: l’adozione diffusa di Intelligenza Artificiale (IA) e Realtà Aumentata (AR) nei processi di progettazione e promozione. Il settore Moda affronta oggi sfide cruciali, tra cui ridurre tempi e costi di sviluppo, migliorare l’engagement, offrire esperienze immersive, garantire sostenibilità e personalizzazione. L’IA generativa diventa uno strumento di supporto per i designer, aiutandoli a esplorare rapidamente diverse soluzioni estetiche, varianti di stile o palette cromatiche, e a ottimizzare la gestione dei pattern. L’AR invece permette di creare esperienze immersive per la promozione del prodotto Moda.
In questo scenario, le PMI italiane mostrano ritardi nell’adozione di tali strumenti per mancanza di competenze. Il divario è evidente in Campania, dove operano oltre 32.000 imprese del tessile-abbigliamento, in larga parte artigiane ed escluse dai percorsi di aggiornamento digitale. Le aziende del territorio segnalano la necessità di figure creative in grado di coniugare sensibilità estetica e competenze digitali, utilizzando l’IA per generare concept visivi e strumenti come il 3D e l’AR per sviluppare prototipi e ambienti immersivi.
FuturAtelier nasce per rispondere a questo fabbisogno, con un percorso formativo gratuito rivolto a 100 under-40 residenti in Campania tra NEET, disoccupate/i e lavoratrici/lavoratori in transizione, con l’obiettivo di formare figure professionali in grado di intervenire attraverso le tecnologie esponenziali lungo tutta la filiera: dall’ideazione creativa supportata dall’IA generativa alla prototipazione virtuale, fino alla realizzazione di showroom immersivi in realtà aumentata.
FuturAtelier è un progetto fondato sull’apprendimento esperienziale (learning by doing), superando il tradizionale approccio frontale per simulare un moderno “atelier 5.0” dove i partecipanti acquisiscono competenze digitali avanzate mediante l’applicazione a casi concreti. I corsi si terranno nel laboratorio tecnologico attrezzato dalla Fondazione IIF ospitato dalla Diocesi di Napoli all’interno del Palazzo Arcivescovile, grazie alla partnership con Fondazione Napoli C’Entro.
Partner strategico di FuturAtelier è l’azienda ISAIA, storico marchio della moda napoletana operante da oltre 60 anni sul segmento “lusso” dell’abbigliamento sartoriale, coniugando tradizione napoletana e innovazione contemporanea.
La collaborazione con la Camera di Commercio di Irpinia-Sannio favorirà l’incontro tra domande e offerta sull’intero territorio campano e del Sud Italia.
In un contesto nazionale dove percorsi completi, in presenza e verticali su IA e AR per la Moda sono ancora rari, FuturAtelier si propone come progetto pilota, capace di coniugare creatività e tecnologia, visione artigianale e strumenti avanzati dell’industria 5.0.
“Con FuturAtelier, Fondazione IIF intende promuovere al tempo stesso la conoscenza delle potenzialità delle IA generative nel mercato del lavoro e la riqualificazione delle professioni, a partire dal settore Moda”, spiega Roberto Paura, presidente della Fondazione IIF-Italian Institute for the Future. “Da anni nelle nostre analisi sui megatrend e gli impatti sociali delle tecnologie emergenti insistiamo sulla necessità di prendere coscienza delle trasformazioni radicali che il mercato del lavoro non solo subirà, ma sta già subendo da anni sotto l’impatto dell’automazione tecnologica. L’IA generativa è una rivoluzione epocale che accelera questo processo e rischia di tagliare fuori milioni di lavoratori e lavoratrici. FuturAtelier è una risposta a questi scenari: passiamo dalle analisi alle iniziative concrete, e lo facciamo partendo dalla nostra regione, dove il settore Moda rappresenta un’eccellenza e un’opportunità di sviluppo economico e crescita professionale, ma è anche tra i più a rischio di sostituzione da parte dell’IA in assenza di processi di upskilling e reskilling efficaci. Vediamo questo come un progetto-pilota che può essere in futuro replicato su scala nazionale”.
“L’industria della Moda si trova ad affrontare sfide decisive: offrire esperienze d’acquisto immersive, ridurre tempi e costi di prototipazione, rispondere a una crescente attenzione alla sostenibilità e a una domanda di personalizzazione spinta. Tecnologie come l’IA e l’AR rispondono a queste esigenze, come dimostrato anche dalla Milano Fashion Week 2025”, spiega Daniela Porpiglia, direttrice generale della Fondazione IIF. “Esperienze immersive offerte da brand globali (come le digital fitting room con tecnologia Microsoft) confermano la direzione anche per le aziende italiane. In parallelo, l’IA generativa si configura come un alleato del designer. Le applicazioni nei software 3D, in particolare CLO3D, sono già una realtà anche tra le PMI del Made in Italy, con 1.500 licenze attive nel nostro paese”.
Il percorso formativo parte con un workshop sull’uso dell’IA generativa nel fashion design: prompt design, sviluppo di concept visivi, storytelling e visual merchandising. Si prosegue con il digital fashion prototyping: i partecipanti usano Gemini per creare moodboard e CLO3D per realizzare prototipi virtuali, con focus su fitting, pattern e resa tessile. La fase conclusiva introduce Unreal Engine e ARCore, per la progettazione di showroom virtuali e digital fitting room in realtà aumentata.
“Completano il percorso moduli esperienziali dedicati al pensiero creativo per il futuro della moda attraverso il trend forecasting e con esperti del partner aziendale ISAIA, dedicato a business case e applicazioni pratiche dell’IA nel settore Moda”, continua Daniela Porpiglia. “Il profilo formato è polivalente all’interno del settore Moda, capace di intervenire in più fasi del processo: dalla ricerca creativa alla progettazione tecnica, fino alla prototipazione virtuale e alla creazione di esperienze immersive per la promozione (showroom digitali, AR)”.
A coordinare l’attività formativa è Raffaele Grande, referente dei digital twin lab di Fondazione IIF, 3D Artist con vent’anni di esperienza internazionale. “FuturAtelier è un corso di formazione che non nasce per insegnare a delegare a un’IA il processo creativo, ma a usare le nuove tecnologie ad aiutarci ad accelerare i processi di creazione, al fine di ottenere output di grande trasversalità e varietà in tempi strettissimi”, spiega Grande. “Dallo sketch allo sviluppo del modello da cucire, per arrivare ai reel sui social, alla pubblicità, ai cataloghi, alle esperienze AR e la gamification: il tutto grazie alla combinazione di strumenti come CLO3D/Marvelous Designer, Unreal Engine/MetaHuman e aggregatori AI come ComfyUI, che consentiranno l’integrazione di GenAI come Gemini”.
Sito web del progetto: https://www.instituteforthefuture.it/futuratelier/
Scadenza iscrizioni: 15 giugno 2026




