Al via “T.A.K.E. PART”: 100 giovani da Napoli e Tirana per lavorare sulla democrazia digitale

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Due seminari, a giugno e a novembre 2019, 100 giovani coinvolti tra Italia e Albania, oltre a esperti e decisori politici locali, nazionali ed europei: il progetto “T.A.K.E. PART”, acronimo di “Transnational Activities for Key digital skills in Engagement and youth PARTicipation”, sarà il più grande progetto giovanile in Italia sulla democrazia digitale, per valutarne pratiche e strumenti ed elaborare strategie da far adottare a livello europeo. A organizzarlo è l’Italian Institute for the Future in collaborazione con lo European Movement Albania, la principale organizzazione albanese impegnata a supporto del processo di adesione del paese all’Unione europea, con sede a Tirana. Il progetto ha ottenuto un finanziamento europeo nell’ambito del programma Erasmus+, azione per il sostegno alla riforma delle politiche.

In una prima fase, i partecipanti – 100 giovani tra i 18 e i 30 anni da Italia e Albania – approfondiranno i temi relativi alle sfide globali della democrazia digitale e le politiche implementate a livello di municipalità, sia nel Comune di Napoli che in quello di Tirana, che in altre municipalità italiane ed albanesi che possono essere considerate “best practices”, al fine di valutare lo stato dell’arte delle metodologie di partecipazione diretta dei cittadini, attraverso gli strumenti digitali, ai processi deliberativi locali. Seguiranno due seminari transnazionali a Napoli, ai quali prenderanno parte ogni volta 50 giovani (25 italiani e 25 albanesi), che avranno modo di confrontarsi con esperti e policy-makers sui temi della democrazia digitale e della partecipazione giovanile ai processi deliberativi locali, avanzando proposte, sulla base di quanto già analizzato, rivolte ai decisori politici, al fine di implementarle nelle loro rispettive amministrazioni. Il prodotto finale del progetto sarà un vero e proprio manuale (Handbook for key digital skills in engagement and youth participation) che includerà sia le analisi svolte dai partecipanti sugli strumenti adoperati correntemente dalle amministrazioni locali europee nell’ambito della democrazia digitale, sia proposte concrete in termini di metodologie e buone pratiche da attuare per potenziare il coinvolgimento attivo dei giovani cittadini europei nei processi deliberativi attraverso gli strumenti digitali.

“In Europa assistiamo da un lato all’utilizzo pervasivo di strumenti digitali nella vita quotidiana, con cui di fatto sono state virtualizzate buona parte delle nostre attività e delle interazioni con enti pubblici e privati; dall’altro, a una crescente distanza tra le giovani generazioni, ossia i principali fruitori di questi strumenti, e i decisori politici, che sembrano parlare linguaggi differenti”, spiega Roberto Paura, presidente dell’Italian Institute for the Future. “Concetti come democrazia digitale e democrazia partecipativa oggi sono di estrema attualità, ma concretamente cosa si è fatto finora e quanto si può fare per migliorare la partecipazione attiva dei giovani ai processi deliberativi, dalla scala locale – il quartiere, la città – a quella europea? Lo scopo del nostro progetto è quello di chiedere ai ragazzi partecipanti di rispondere a queste domande. Siamo in una fase critica del processo d’integrazione europea: o si troveranno modi nuovi per colmare il divario tra cittadini e policy-makers, o si rischia di rimettere tutto in discussione, compresi i concetti alla base delle democrazie moderne”.

L’Italian Institute for the Future porta da tempo avanti numerose iniziative per affrontare le grandi sfide del futuro e favorire la propensione al pensiero di lungo termine: da seminari universitari a convegni e iniziative di divulgazione rivolte ai cittadini, da pubblicazioni (come la recente edizione italiana dello Stato del futuro, il rapporto annuale del Millennium Project), a iniziative specificamente rivolte ai giovani. Tra queste, il progetto “Youth Committee for the Future”, una simulazione di una commissione europarlamentare sul futuro realizzata lo scorso anno a Napoli con 50 giovani da tutta Europa, da cui sono emerse proposte concrete su temi come la disoccupazione tecnologica, la gestione dei fenomeni migratori e i problemi dell’invecchiamento della popolazione, o le attività del Center for Near Space (uno dei centri specialistici dell’Istituto) a supporto dei giovani interessati allo Spazio: tra queste ultime, il sostegno al team di tre ragazzi napoletani che ha vinto il contest mondiale “Lab2Moon” nell’ambito del Google Lunar X Prize, o ai team vincitori del contest Zero Robotics organizzato dal MIT, oltre alla co-organizzazione dell’edizione napoletana della NASA Space Apps Challenge.

“La collaborazione tra lo European Movement Albania e l’Italian Institute for the Future ha avuto inizio due anni fa, con la progettazione dell’iniziativa Youth Committee for the Future, anch’essa finanziata dall’Europa”, spiega Daniela Porpiglia, project manager dell’IIF. “EMA è un’organizzazione molto attiva su questi temi, per esempio attraverso la realizzazione di una piattaforma web e di un’app chiamata Ti Voton, con l’obiettivo di fornire informazioni rilevanti sui processi di voto, diritti e doveri e altre notizie e dati interessanti ai giovani cittadini albanesi. Aspetto non secondario nella scelta di EMA come partner di questo progetto è stata la volontà di realizzare un progetto transnazionale che potesse intensificare la cooperazione con un paese, quale l’Albania, con cui l’Italia ha storici rapporti, in vista dell’adesione del paese all’Unione Europea, con il preciso intento di condividere buone pratiche nell’ambito dell’inclusione giovanile nei processi democratici dei due paesi, anche per superare brutte pagine del nostro passato”.

La call per i partecipanti italiani, rivolta a ragazze e ragazzi tra i 18 e i 30 anni interessati a prendere parte a uno dei due seminari (giugno o novembre 2019) a Napoli, è online con scadenza al 20 marzo.

Scarica la call e il modulo di partecipazione

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