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Le città costituiscono un oggetto di studio tipico dei futures studies. Studi sul futuro delle città esistono dagli albori della futurologia e guardano alle potenziali evoluzioni della vita collettiva nell’habitat più tipico della modernità. L’esigenza di studiare i futuri delle città è pienamente avvertita anche in Italia, dove non mancano né sono mancate in passato ambiziose analisi urbanistiche di trasformazione delle grandi e piccole città.

Anche Napoli è stata oggetto di alcune analisi prospettiche nel corso degli anni. La più celebre, principalmente orientata alla pianificazione urbanistica, risale al 1986 con Il regno del possibile: analisi e prospettive del futuro di Napoli, frutto di un lavoro commissionato dall’Unione industriale al gruppo Studi Centro Storico Napoli. In tempi più recenti, Domenico De Masi ha condotto nel 2015, su commissione dell’associazione “Fare città”, uno studio sulla città a dieci anni (“Napoli 2025”), secondo un’applicazione del metodo Delphi. Un volume collettaneo dal titolo Napoli 1990-2050 curato dall’urbanistica Attilio Belli, con diverse decine di contributi, ha infine tracciato più recentemente un quadro delle dinamiche di deindustrializzazione della città e delle possibili traiettorie per la transizione ecologica

Napoli Foresight Report intende proporsi come contributo a questa riflessione sul futuro di Napoli, presentando innanzitutto un’analisi delle tendenze di lungo periodo (storiche e future), per meglio comprendere le dinamiche che determinano e determineranno l’evoluzione della città, per proseguire poi con una disamina dei principali progetti in corso o proposti per lo sviluppo di Napoli nei prossimi 10-20 anni, al fine di offrire una sintesi che possa servire ai cittadini per monitorare i progressi in questi ambiti e vigilare affinché producano gli impatti attesi. Infine, si presenteranno alcuni scenari a più lungo termine, allo scopo di fornire possibili indicazioni per ulteriori interventi che supportino una inversione di tendenza rispetto al worst case scenario, quello di una Napoli “città fallita”, che si delinea all’orizzonte se le linee evolutive in corso non saranno adeguatamente affrontate.

Napoli Foresight Report è uno studio realizzato nell’ambito del progetto Napoli Foresight Center con il contributo del programma iQ – i Quartieri dell’Innovazione, PON Metro 2014-2020.

Quarant’anni dopo l’uscita di Megatrends, il best-seller di John Naisbitt (morto lo scorso anno a 92 anni) in cui per la prima volta fu introdotto questo fortunato concetto, si può senza dubbio affermare che l’analisi dei megatrend rappresenti oggi la base imprescindibile di ogni studio di futuro, come dimostra la sua estensione tanto nei grandi gruppi di consulenza quanto a livello istituzionale. La sua utilità consiste nel ridurre l’incertezza sulla variabilità dei “futuribili” e quindi limitare l’ampiezza di probabilità di determinati scenari. Tuttavia, oggi è sempre più evidente quanto l’analisi dei megatrend non possa mai restare fine a sé stessa; in questo Naisbitt fu sicuramente un pioniere, perché si rese conto che studiare le dinamiche future non era che il primo passo di un processo di trasformazione strategica che doveva coinvolgere imprese, istituzioni, interi Stati. La sua attività consulenziale spingeva esattamente in questa direzione. Poco, però, è stato fatto in questi anni: se oggi la nostra conoscenza delle grandi tendenze è sempre più solida e precisa, la nostra capacità di tradurre questa conoscenza in azioni è significativamente ridotta. Nell’era del “presentismo esteso”, siamo come paralizzati: vediamo davanti a noi sfide immense che richiedono determinazione nell’affrontarle – aumento delle zoonosi, cambiamenti climatici, invecchiamento della popolazione, disoccupazione tecnologica – ma non riusciamo ad agire. È intorno a questo problema che ruota questo numero di Futuri.

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SOMMARIO

Editoriale
Quarant’anni di studi sui megatrend
Roberto Paura

Bollettino IIF

STUDIARE I MEGATREND PER ESPLORARE IL FUTURO

Carolina Facioni
Scenari demografici per l’Italia: le criticità che attendono un paese che invecchia 

Rocco Scolozzi, Paola Delrio, Elisa Pieratti, Dina Rizio, Elena Petrucci
Un’agenda a prova di megatrendla definizione partecipativa della Strategia provinciale di Sviluppo Sostenibile della Provincia autonoma di Trento 

Damiano Aliprandi, Francesca Fattorini
Musei italiani alle prese con il futuro, tra resistenze intransigenti e cambiamenti ineluttabili

Riccardo Campa
Sociologia del riscaldamento globale. Trend tematici e problemi teorici 

Gabriele Giacomini, Luna Bianchi
Verso la privatizzazione dello spazio pubblico? Considerazioni sul Metaverso

Fabio Corbisiero, Antonella Berritto
Re-inventare il turismo. Un’analisi Delphi sul futuro dell’offerta turistica in Italia

Veronica Moronese
Il salvataggio degli astronauti nello scenario della New Space Economy 

Salvatore Monaco
Verso una transizione giusta? Sfide e prospettive socio-economiche della neutralità climatica

SCENARI

Linda De Feo
Il désœuvrement tersicoreo. Umanoidi e anima mundi tra impermanenza e sintropia

Adolfo Fattori
La condizione online. Ecologie transmediali 

Luigi Somma
Autopoiesi e comunicazione negli ecosistemi digitali: la simulazione dell’incontro 

NARRAZIONI

Randy Lubin
Joan Henry contro l’algoritmo

AutorƏ

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Dall’esperienza di Italian Institute for the Future su megatrend e scenari futuri e di Generation Mover su trend demografici e mindset generazionali nasce un nuovo corso online realizzato da Skilldoers, l’innovativa piattaforma di formazione professionale nata dal progetto Rinascita Digitale.

“Futures Literacy & Megatrend. Introduzione allo studio dei futuri” è un corso condotto da Roberto Paura, presidente di IIF, e Isabella Pierantoni, fondatrice di Generation Mover, che consente di acquisire la nuova competenza strategica del XXI secolo definita dall’UNESCO futures literacy, ossia la capacità di prendere decisioni efficaci e lungimiranti nel presente, attraverso lo sviluppo di un pensiero anticipante e sistemico orientato al futuro. 

Fanno parte della proposta formativa teoria, metodi e strumenti dei futures studies, analisi dei megatrend, rilevamento dei fenomeni emergenti e delle loro conseguenze, wild card ed elaborazione di scenari nel medio e lungo termine. Verranno approfonditi i paradigmi teorici della disciplina, i principali megatrend globali in ambito sociale, politico, tecnologico e culturale con un focus specifico sul megatrend demografico e la prospettiva multigenerazionale che ad esso si lega.

Al termine del corso si possiederanno non solo gli strumenti di base dello studio dei futuri, ma anche la possibilità di iniziare a utilizzare strumenti e metodi concretamente, per  lavorare con il futuro nella pratica quotidiana.

L’Italian Institute for the Future è risultato tra gli assegnatari di un finanziamento di ricerca messo a disposizione dal Prince Mohammad bin Fahd Center for Futuristic Studies nell’ambito dell’iniziativa Second Futures Research Grant lanciata in collaborazione con la World Futures Studies Federation, di cui IIF è membro istituzionale. Il finanziamento coprirà la realizzazione di un progetto pilota per lo sviluppo di uno strumento quali-quantitativo di monitoraggio continuativo di megatrend, fenomeni emergenti e wild card da parte di IIF, e sarà coordinato – in qualità di principal investigator – dal presidente di IIF Roberto Paura.

“L’analisi dei megatrend rappresenta una delle aree più importanti e tradizionali del foresight, poiché studiando l’evoluzione delle grandi tendenze globali è possibile fornire dati preziosi per la costruzione degli scenari e l’elaborazione delle policy in chiave anticipante”, spiega Roberto Paura. “Tuttavia, fino a oggi non sono mai stati elaborati metodi sufficientemente avanzati e replicabili per il monitoraggio dei megatrend. Obiettivo del progetto di ricerca è lo sviluppo e la validazione di un prototipo di Foresight Monitor, uno strumento attraverso il quale monitorare costantemente l’evoluzione di megatrend globali, fenomeni emergenti e potenziali wild card. Il finanziamento del Prince Mohammad bin Fahd Center for Futuristic Studies servirà a coprire la fase di ricerca e prototipazione, dopodiché se avrà successo cercheremo ulteriori finanziamenti per sviluppare compiutamente il Foresight Monitor a supporto delle attività di IIF”.

Il progetto di ricerca si concluderà nel 2022 e gli esiti saranno resi disponibili su una pubblicazione scientifica da selezionare.

Il presidente dell’Italian Institute for the Future, Roberto Paura, è stato ospite dell’evento I megatrend globali: anticipare i cambiamenti e investire sul futuro organizzato da Confindustria Romagna il 26 marzo 2021. Condotto da Ilaria Vesentini del Sole 24 Ore, l’incontro ha permesso di approfondire il ruolo che lo studio dei megatrend può giocare per l’innovazione delle aziende, il rafforzamento della loro competitività e antifragilità rispetto ai cambiamenti in corso.

Quali sono le principali tendenze che caratterizzano l’ordine internazionale? Quali i futuri possibili delle relazioni internazionali e dell’Unione Europea?

Per rispondere a queste domande, il Center for European Futures ha preparato un working paper con l’obiettivo di riassumere alcuni dei principali megatrend che stanno caratterizzando la sfera internazionale, dal consolidamento del mondo multipolare alla de-globalizzazione, dal ripiegamento degli Stati Uniti al soft power cinese, dall’instabilità del Medio Oriente con le varie “primavere” alla “nuova guerra fredda araba”, fino ai diversi scenari dell’integrazione europea e dell’Unione nei prossimi anni. In questo quadro già in trasformazione, il Covid-19 agisce come un ‘cigno nero’, cioè l’evento inatteso che può accelerare e ridefinire le tendenze in atto.

Questo lavoro, che inaugura le pubblicazioni del CEF, rappresenta una prima cartografia delle tendenze internazionali per orientarsi al meglio verso i futuri delle relazioni internazionali.

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Quali sono le tendenze e i fenomeni destinati a forgiare il futuro? Come è cambiato il mondo negli ultimi decenni e cosa può insegnarci lo studio delle dinamiche di lungo periodo su come cambierà nei prossimi anni? Cosa sono i megatrend e in che modo la loro reciproca relazione trasformerà le nostre società? Sono queste le domande che spingono la nostra ricerca all’Italian Institute for the Future.

Con la Guida ai megatrend globali vogliamo condividere con voi alcune delle risposte che abbiamo trovato, offrendo ai lettori una panoramica a 360° delle grandi tendenze che guideranno l’evoluzione umana nel XXI secolo, in un’ottica multidisciplinare e di lungo periodo. Dai cambiamenti climatici al cibo, dall’energia alla politica internazionale, dall’automazione alla demografia, fino ai fenomeni più recenti e radicali come la space economy, la realtà virtuale, l’intelligenza artificiale: una guida fondamentale per immaginare il futuro studiando il presente.

Roberto Paura, presidente dell’Italian Institute for the Future e curatore dell’opera, spiega così gli obiettivi della Guida ai megatrend globali:

Questa Guida presenta 20 megatrend. La loro scelta è dipesa dal lungo lavoro che il nostro Istituto porta avanti da anni sulla comprensione delle dinamiche di lungo periodo. Molti nostri lettori conoscono i rapporti annuali Long-Term Megatrends che pubblichiamo annualmente, nei quali elenchiamo ogni anno dieci fenomeni emergenti destinati a influenzare l’evoluzione futura della nostra società. Da quelle analisi, e da quelle che svolgiamo sistematicamente nella nostra attività di ricerca, formazione e consulenza, abbiamo isolato 20 megatrend strutturali, che non sono quindi fenomeni emergenti, ma dinamiche già da tempo in atto e che continueranno per tutto il corso di questo secolo (almeno) a definire il nostro futuro. Questi megatrend strutturali sono a loro volta il prodotto di cinque “driver” di cambiamento, definiti driver STEEP: società, tecnologia, economia, ambiente (environment) e politica. Ogni megatrend è il frutto dell’interazione, della combinazione e dell’influenza reciproca di due o più driver.

I venti temi (e i venti capitoli) della Guida ai megatrend globali sono: Antropocene, Demografia, Longevità, Urbanizzazione, Disuguglianze, Ordine internazionale, Unione europea, Digitalizzazione, Intelligenza artificiale, Automazione, Realtà virtuale, Cyberwar, Space economy, Trasporti, Energia, Alimentazione, Turismo, Empowerment ed etica, Religioni, Rischi esistenziali.

Hanno collaborato a questo volume: Valerio Alfonso Bruno, Riccardo Campa, Giulia Cimini, Roberto Colella, Fabio Corbisiero, Adriano Cozzolino, Shata Diallo, Carolina Facioni, Roberta Ferrara, Piero Messidoro, Veronica Moronese, Carmen Papaleo, Daniela Porpiglia, Alberto Robiati, Gennaro Russo, Tommaso Tosi, Claudio Voto.

Il volume è disponibile in cartaceo e ebook dal 16 giugno in esclusiva sul sito dell’Italian Institute for the Future e dal 1° luglio su tutte le principali librerie online.

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Come ogni anno, l’Italian Institute for the Future ha individuato dieci megatrend destinati a influenzare il futuro sul medio e lungo termine, a partire da eventi e cambiamenti avvenuti nell’anno appena concluso. I megatrend sono tendenze complesse in grado di produrre cambiamenti significativi sul lungo periodo, spesso legati a fattori strutturali come la demografia, l’ambiente, l’innovazione scientifica e tecnologica, la mentalità. Per individuarli è necessario saper leggere i segnali deboli che, nel marasma di dati e informazioni di cui siamo quotidianamente inondati, mediati dalle bolle di filtraggio in cui siamo immersi, sfuggono anche all’osservazione più attenta.

Il primo megatrend del report 2018 riguarda l’Unione europea e il pericoloso stallo in cui si trova oggi il processo d’integrazione, fenomeno che può essere fatto risalire al 2005 con l’affossamento della Costituzione europea e che rende difficile immaginare una riforma delle istituzioni comunitarie in grado di rilanciarle in chiave federalista. Segue la rivoluzione della blockchain, una delle parole-chiave dello scorso anno, che promette trasformazioni radicali per la sua logica P2P, nonostante l’attenzione sia oggi tutta concentrata su un fenomeno esclusivamente speculativo come il bitcoin. Il turismo di massa e le sue conseguenze è il terzo megatrend individuato: la crescita spettacolare negli ultimi decenni del numero di viaggiatori internazionali ha trasformato il turismo in un’industria che genera il 10% del PIL mondiale, ma con effetti negativi sull’ambiente e sul tessuto urbano e sociale di molti paesi. Al quarto posto troviamo la questione della parità di genere, rilanciata dal caso Weinstein, che rivela un primo deciso cambio di mentalità riguardo ai tradizionali ruoli di genere, fenomeno che potrebbe accelerare la tendenza all’uguaglianza tra donne e uomini. Segue la possibile frenata della platform economy, cresciuta negli ultimi anni grazie a un totale assenza di regolamentazione, tendenza destinata a invertirsi per la decisione di molti governi, tra cui l’Italia, di regolamentare l’economia on demand e introdurre una web tax in grado di mettere fine all’elusione dei tech-titani internazionali.

Il sesto megatrend, presente anche negli anni scorsi, riguarda le terapie geniche, che hanno registrato nell’ultimo anno una serie di impressionanti risultati grazie alla tecnica di editing Crispr applicata con successo in alcuni protocolli terapeutici sperimentali, spesso in combinazione con le cellule staminali. Si torna alla geopolitica poi con la crescente russofobia in Occidente, sintomo di un ritorno al clima della guerra fredda e di una distanza sempre più incolmabile tra i due blocchi, con conseguenze pericolose per la stabilità internazionale. Segue il timore di una trappola della crescita debole nei paesi europei, a causa del calo demografico e dei redditi bassi, che sembra rendere illusoria la speranza di tornare ai livelli di crescita del PIL dei decenni scorsi e impone di prendere in considerazione anche gli indicatori di benessere equo e sostenibile. Lo spettro di un crollo della fertilità maschile è al centro del penultimo megatrend, sulla scorta di nuovi studi che dimostrano un calo del 50-60% degli spermatozoi registrato negli ultimi decenni nei paesi occidentali, forse effetto di fattori ambientali non ancora noti. Chiude la significativa crescita del car sharing, con alcune stime sul suo futuro e sugli effetti nella pianificazione urbana e nel comparto mondiale dell’automotive.

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