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Negli ultimi tre decenni, le innovazioni tecnologiche hanno rimodellato significativamente il panorama del lavoro del secolo scorso, favorendo l’emersione globale di nuovi valori e bisogni da parte delle persone che oggi, dopo la pandemia, e con l’arrivo delle generazioni più giovani, si manifesta con la costruzione di un nuovo senso e significato del lavoro, una mentalità ed etica professionale molto diversa da quella delle generazioni più adulte. In questo quadro già critico si è inserita la rivoluzione delle intelligenze artificiali generative, che ha avverato una profezia che nell’ultimo decennio si è aggirata con crescente invadenza tra le comunità di esperti di tecnologia e di studi sul futuro: quella della possibile automazione su larga scala del lavoro cognitivo, dopo che la robotica aveva già nei decenni scorsi automatizzato su larga scala l’industria manifatturiera. Il mercato del lavoro globale si è trovato così improvvisamente a confrontarsi con interrogativi e incertezze cruciali.

In questo rapporto che chiude i quattro numeri dei Megatrends Quarterly Report dedicati a Italia 2032 analizziamo opportunità e rischi emergenti dei settori produttivi e di mercato dal punto di vista delle innovazioni tecnologiche e delle nuove competenze che i lavoratori di tutte le generazioni devono imparare ad allineare e innovare costantemente a un mondo in continua evoluzione.

LA SERIE “ITALIA 2032”

Una nuova collana editoriale dell’Italian Institute for the Future per offrire un’analisi più puntuale, aggiornata e di qualità sui megatrend globali e sui loro impatti: nasce con questi obiettivi Megatrends Quarterly Report, che a cadenza periodica (4 uscite l’anno) intende offrire annualmente il meglio dell’analisi di previsione strategica dell’Italian Institute for the Future e dei suoi partner.

 

Il Millennium Project ha appena pubblicato Work/Tech 2050: Scenarios and Actions, uno studio internazionale di lungo periodo che include 3 scenari dettagliati al 2050 e valutazioni di 93 azioni. Le azioni sono il risultato di 30 workshop nazionali in 29 paesi, che hanno identificato strategie per indirizzare le questioni emerse negli scenari. Le azioni sono state valutate tramite 5 indagini internazionali (una per ognuna delle aree governo e governance, affari e lavoro, educazione e apprendimento, arti e media, e scienza e tecnologia) in termini di fattibilità ed efficacia, e con commenti.

I divari di reddito si stanno ampliando, la concentrazione della ricchezza sta aumentando, la crescita economica senza nuovi posti di lavoro sembra la nuova norma e i profitti dagli investimenti su capitali e tecnologia rendono solitamente meglio del lavoro. Man mano che il costo del lavoro aumenta e il costo di intelligenza artificiale e robotica diminuisce, ci si aspetta che i tassi di disoccupazione nella produzione e nei servizi aumenteranno. Quindi, cosa fare?

Il Millennium Project ha revisionato oltre 30 studi sul “futuro del lavoro” per cercare domande che non sono state poste e domande a cui si è risposto in maniera inadeguata e ha creato un questionario per rispondere a queste domande. I risultati sono stati utilizzati per creare tre bozze dettagliate di scenari al 2050, ognuna revisionata da molte centinaia di futuristi ed esperti di rilievo selezionati dai nodi del Millennium Project nel mondo. 

I tre scenari sono:

  • Un complesso miscuglio
  • Disordini politico-economici, angoscia per il futuro
  • Se gli uomini fossero liberi: l’economia dell’autorealizzazione.

Gli scenari finali sono stati discusi dai partecipanti in workshop nazionali, per identificare cosa dovrebbero fare i loro paesi per indirizzare le questioni esposte negli scenari. I workshop, in forma di discussione di gruppo, hanno affrontato le tematiche di governo, affari e lavoro, educazione e apprendimento, arti e cultura e scienza e tecnologia. Le centinaia di suggerimenti raccolti attraverso i 30 workshop sono stati riassunti in 93 azioni. Queste azioni sono state poi valutate tramite questionari Real Time Delphi in termini di fattibilità ed efficacia da panel internazionali di esperti.

Il report finale Work/Technology 2050: Scenarios and Actions include l’intero testo dei tre scenari e una pagina per ognuna delle 93 azioni. Ogni pagina è un sunto dei giudizi di futuristi ed esperti di riferimento su fattibilità ed impatto di ognuna delle azioni, con commenti integrativi. “Per coloro che vogliono seriamente indirizzare il futuro del lavoro e della tecnologia, questo report è una miniera d’oro”, dice Jerome Glenn, CEO del Millennium Project. “Pensiamo che sia la più ampia, approfondita valutazione internazionale di lungo periodo delle strategie per indirizzare la futura transizione di lavoro e tecnologia. Certamente, non è possibile che tutti siano d’accordo con le 93 azioni, ma più azioni implementiamo tra queste, più facile sarà la transizione verso la prossima era. Ampiezza e profondità del report Work/Technology 2050: Scenarios and Actions forniscono una risorsa impareggiabile per consulenti politici, educatori e decisori”.

Tra le 93 azioni riassunte dai workshop troviamo:

  • Costituire agenzie di previsione e valutazione tecnologia per informare le funzioni legislative, giudiziali ed esecutive di governo sul futuro della tecnologia e sulle sue potenziali serie di impatti (un’Agenzia di Governo per il Futuro);
  • Il governo, gli affari e le unioni dei lavoratori dovrebbero cooperare per creare modelli di apprendimento permanente che includano la previsione sui requisiti delle future competenze e dei programmi di formazione;
  • Parallelamente all’istruzione tecnico-scientifica, creare un sistema di apprendimento personalizzato basato sull’indagine per l’autorealizzazione, la creatività, il pensiero critico e le relazioni umane impiegando nuovi strumenti di Intelligenza Artificiale (IA);
  • Creare standard internazionali per l’Intelligenza Artificiale forte e debole con un Sistema di governance che li faccia rispettare (simile all’International Atomico Energy Agency – IAEA);
  • Generare proiezioni di flussi monetari alternativi per il reddito universale di base per valutare se/quando sarà finanziariamente sostenibile;
  • Inserire “meme” nella pubblicità per aiutare la transizione culturale verso nuove forme di economie e lavoro;
  • Creare IA/Avatar personali capacità di abbinare le capacità delle persone con gli interessi, e con opportunità di reddito nel mondo che possano creare contratti “smart” per supportare l’autoimpiego;
  • Spostare i sistemi di educazione/apprendimento più verso il padroneggiare competenze piuttosto che una professione;
  • La ricerca pubblica/privata dovrebbe esplorare la transizione culturale per un nuovo contratto sociale tra governo e cittadini.
  • I leader di arte/media/intrattenimento dovrebbero coinvolgere il pubblico nell’anticipare cambiamenti culturali dovuti ai potenziali impatti delle tecnologie future.

Il report conclude: “Potremmo non aver bisogno di tutte le 93 azioni valutate dai panel internazionali, ma dobbiamo fare di più rispetto all’inserimento della STEM in più sistemi educativi”.

Il report, di 200 pagine, comprensivo di grafici, tabelle e figure, è disponibile in PDF in lingua inglese.

The Millennium Project è un think tank di ricerca non profit, globale e partecipativo, compost da futuristi, studenti, business planners, policymakers, che lavorano per organizzazioni internazionali, governi, compagnie, organizzazioni non governative e università. Fondato nel 1996, ha condotto 55 studi sul futuro con i suoi 65 nodi (gruppi di istituzioni e individui) nel mondo, identificando sfide e strategie, e organizzato studi previsionali, workshop, simposi e formazione avanzata. Produce i report Lo stato del futuro” (l’ultima versione 19.1 è stata tradotta dal nodo italiano del Millennium Project e dall’Italian Institute for the Future), la serie Futures Research Methodology e il Global Futures Intelligence System.

Contatti

Mara Di Berardo
Co-chair del Nodo italiano del Millennium Project
mdiberardo@gmail.com
www.themp.org/node/Italy.

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In attesa della call per il Terzo incontro dei futuristi italiani (in programma a Roma il 23-24 maggio 2019), è da oggi disponibile il report del meeting di Bologna del 16-17 aprile 2018 focalizzato sul tema “Il futuro del lavoro”. Il documento presenta le minute delle sessioni plenarie e delle tavole rotonde, con i link alle registrazioni video complete, e gli abstract estesi delle sessioni parallele.

Il rapporto è stato redatto, in collaborazione con alcuni coordinatori delle tavole rotonde, dal comitato organizzatore del Secondo incontro dei futuristi italiani: Mara Di Berardo (Millennium Project Italia), Roberto Paura (Italian Institute for the Future), Vincenza Pellegrino (Università di Parma), Roberto Poli (Università di Trento), Luisa Tondelli (CNR).

Vi ricordiamo che è attiva dal 2017 una mailing list per esperti e appassionati italiani di futures studies, nata come follow up al Primo incontro dei futuristi italiani tenutosi all’Università di Trento, e gestita dal nodo italiano del Millennium Project. Il link per accedere al gruppo è il seguente: https://groups.google.com/forum/#!forum/futures-studies-italia

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La rinascita dei futures studies in Italia passa da Bologna: è qui, presso l’Area della Ricerca del CNR, che si terrà il 16 e 17 aprile il secondo incontro dei futuristi (futurists) italiani, con un focus su uno dei temi di più stretta attualità nel dibattito mondiale sulle trasformazioni sociali prodotte dalla tecnologia (e non solo), ossia il futuro del lavoro. L’incontro, organizzato dal CNR di Bologna insieme alla cattedra UNESCO di Anticipazione dell’Università di Trento, all’Italian Institute for the Future, all’Università di Parma e al nodo italiano del Millennium Project, coinvolge ben 72 relatori in un programma che prevede sei sessioni parallele, tre tavole rotonde e due sessioni plenarie.

A coordinare i lavori ci sarà il professor Roberto Poli, docente di Previsione sociale all’Università di Trento, dove tiene il primo master italiano sui futures studies ed è titolare della cattedra UNESCO di Anticipazione: a Bologna aprirà i lavori con un intervento dal titolo “Capire gli studi di futuro: forecast, foresight, anticipation”, e la relazione finale “Sul futuro degli studi di futuro in Italia”, che anticipa l’obiettivo di consolidare il network nazionale dei futuristi italiani dopo il primo incontro organizzato a Trento lo scorso anno. Tra i keynote speaker invitati ci saranno l’ex presidente del CNR e già ministro della funzione pubblica, oggi professore emerito all’Università Federico II di Napoli, Luigi Nicolais; l’ex ministro del lavoro, oggi portavoce dell’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile, Enrico Giovannini; il vice-direttore scientifico dell’Istituto Italiano di Tecnologia, Giorgio Metta, che dirige la iCub Facility; il sociologo dell’Università di Milano-Bicocca Enzo Mingione; il giornalista del Sole 24 ore Luca De Biase; il direttore del Fragile States and Disaster Response Group dell’International Labour Office, Donato Kiniger-Passigli; la responsabile delle attività di foresight al Joint Research Centre della Commissione europea, Fabiana Scapolo.

Le tre tavole rotonde saranno focalizzate sul tema della formazione al lavoro del futuro, con rappresentanti di organizzazioni come la World Employement Confederation, la Fondazione Golinelli e Manageritalia; su quello del rapporto tra istituzioni e parti sociali, con rappresentanti di Lega cooperative, CISL, ANCE; e sul futuro dell’industria, a cui parteciperanno rappresentanti del CNR, Confindustria, UIL e Politecnico di Torino.

Nelle sei sessioni parallele si ragionerà sulle nuove forme di lavoro, su design e società del futuro, su tecnologia e nuove professioni, sul futuro del lavoro accademico, su innovazione e creatività, e infine su scuola e futuro. Programma completo all’indirizzo: http://www.instituteforthefuture.it/eventi/secondo-incontro-futuristi-italiani-2018/.

Si terrà al CNR Area Ricerca di Bologna il 16 e 17 aprile 2018 il secondo incontro dei futuristi italiani, organizzato dai promotori del primo incontro del 2017 – cattedra UNESCO di Anticipazione dell’Università di Trento, Italian Institute for the Future, nodo italiano del Millennium Project – insieme al CNR e all’Università di Parma. Il tema centrale del meeting sarà il futuro del lavoro, ma saranno affrontate anche altre tematiche legate ai futures studies, alla previsione sociale e agli studi di anticipazione.

Tra i keynote speakers dell’incontro: Luca De Biase, giornalista di innovazione per Il Sole 24 ore; Roberto Cingolani, direttore dell’Istituto Italiano di Tecnologia; Enzo Mingione, docente di Sociologia a Milano-Bicocca; Luigi Nicolais, già presidente del CNR, professore emerito dell’Università di Napoli Federico II; Donato Kinigier-Passigli dell’ ILO-International Labour Organization; Fabiana Scapolo del Joint Research Centre della Commissione europea.

Scadenza per la presentazione degli abstract: 15 febbraio.

Per la partecipazione all’incontro è richiesta la registrazione sul nostro sito.

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