Tag Archivio per: fantascienza

Westworld – Dove tutto è concesso è una delle serie più evocative del discorso contemporaneo sul futuro tecnologico. Se la sua diretta ispirazione, Il mondo dei robot di Michael Crichton, afferiva ancora all’immaginario classico sui robot, che si completa con le “Tre leggi della robotica” di Isaac Asimov, scolpite nella roccia del “secondo ordine dei simulacri”, per dirla con Jean Baudrillard – cioè l’ordine della fabbrica, della catena di montaggio, del proletariato industriale – Westworld è frutto dell’avvento del “terzo ordine”, quello “del modello”, del digitale: di quella virtualità, in sostanza, che rende indistinguibili organico e artificiale, originale e copia, l’ordine in cui questa stessa distinzione diventa non pertinente, ma superflua… L’era dell’immaginario definito da Blade Runner, dal cyberpunk e da tutto il dibattito sul postumano.

Il volume raccoglie i contributi del seminario tenuto nel 2021 all’Università di Napoli Federico II, coordinato da Adolfo Fattori.

Marianna Carbone si occupa di come si è trasformata la rappresentazione del robot, dalle origini della sua evoluzione fino alla più recente commistione tra naturale e artificiale, attraverso il fantastico e la fantascienza, e di come questo immaginario abbia stimolato la moda nelle sue ricerche estetiche. Un viaggio attraverso riferimenti, immagini, modelli visivi in Westworld, che rimandano anche ad altre icone della letteratura.

Elena Ciccarelli si chiede nel suo scritto se e cosa può collegare la romantica Dolores, una delle protagoniste assolute della serie tv, a una dolce ragazzina dai capelli biondi e dal vestito azzurro come Alice, colei che esplorò il “Paese delle Meraviglie” di Lewis Carroll. Al centro dell’indagine è il modo di ambedue di interrogarsi sul mondo che le circonda e che per qualche motivo appare strano fin dal principio.

Enrico Ciccarelli, partendo dalla premessa che il senso comune è la calce della nostra realtà sociale, propone un’analisi di come esso venga messo in discussione di fronte ad eventi straordinari e, a modo loro, rivelatori, attraverso l’esplorazione di alcune produzioni neoseriali,

Alberto De Mascellis riflette sul fatto che, se vivere l’altro da sé è un’esperienza quotidiana, così è impossibile pensare ad essa senza percepire un’insopprimibile sensazione di timore: se è vero che il solo atto di incrociarsi per strada tra sconosciuti apre a un tacito gioco di sguardi, in cui ci si rassicura a vicenda sulle proprie intenzioni, Westworld promette un mondo dove nessuna di queste rassicurazioni sia più necessaria.

Adolfo Fattori osserva come i residenti di Westworld si trovino a ripercorrere – come ontogenesi e/o filogenesi – le stesse tappe che ha percorso l’umanità: sviluppo della coscienza di sé/costruzione sociale della realtà, assegnazione di senso e di sensi. Fino a porsi il problema del rapporto fra la propria esistenza, il destino, il caso…

Giulia Iannuzzi prosegue il percorso delineando le matrici culturali del parco a tema e dell’umano artificiale nelle grandi esposizioni universali otto- e novecentesche, mentre il problema dello statuto dell’essere artificiale rimanda alla lunga storia della “alterizzazione” della diversità con cui le scienze dell’uomo hanno partecipato alla costruzione epistemologica dell’imperialismo europeo nel globo.

Vittoria Laboccetta si concentra sul tema della coscienza, presente sullo sfondo della serie, partendo dalle ricerche di Antonio Damasio e dalla sua critica a Cartesio, approfittando del suo essere strettamente connesso al dibattito sulla “coscienza artificiale” degli androidi, dei cyborg, dei replicanti.

Per Valerio Pellegrini Westworld racconta il post-umano a partire dalle interfacce poste tra i viventi e i sistemi: corpi biologici, androidi e intelligenze artificiali che si muovono su più piani di una realtà nel contempo materiale e immateriale, secondo regole che mimano le dinamiche degli attuali social network e dei videogame open-world.

Mario Tirino e Lorenzo Di Paola, attraverso un’analisi dello slittamento di senso della frontiera e dell’evoluzione del genere western, provano a definire modalità, pratiche e ambienti entro cui gli spettatori/utenti possono fare esperienza del West, nella variegata costellazione di possibilità offerte dai mondi digitali.

Aurelia Zucaro, connettendosi alla logica distopica della narrazione seriale, si è chiesta, tornando alla nostra esperienza concreta, come cambia la comunicazione, in particolare la comunicazione istituzionale, in tempi di pandemia. E ancora, che ruolo hanno i media tradizionali e quelli digitali nelle dinamiche di potere che caratterizzano gli stati di emergenza. Quali rischi si corrono, e quali risposte possiamo offrire in termini di strategie di ricerca.

La climate fiction, la narrativa di speculazione che si occupa di temi legati al cambiamento climatico e al cosiddetto “Antropocene”, la nuova era geologica in cui siamo entrati a forza di trasformazioni dell’ambiente prodotte dalla civiltà tecnologica, è ormai un trend nella letteratura internazionale. Per questo, l’Italian Institute for the Future e Future Fiction, editore specializzato in fantascienza internazionale, hanno unito le forze per realizzare la prima antologia italiana dedicata alla climate fiction, che – come per il precedente progetto congiunto, Segnali dal futuro – unisce racconti di fantascienza e saggi di esperti selezionati. Antropocene. L’umanità come forza geologica, ospita racconti selezionati da Francesco Verso con firme di spessore internazionale: Clelia Farris, Chen Qiufan, Robert Silverberg, Jean-Louis Trudel, Marian Womack e lo stesso Verso, insieme a saggi curati da Roberto Paura che includono firme di scienziati e sociologi: Antonio Camorrino, Giampietro Casasanta, Gennaro Fucile, Marco Signore, Fausto Vernazzani e Paura.

“Gli scrittori e le scrittrici di fantascienza si pongono come ottimi costruttori di scenari di un domani dai tratti oscuri e sfuggenti”, scrive Francesco Verso nella prefazione. “La fantascienza abita il futuro, suo luogo d’elezione, e forte di questa naturale vocazione ne conosce pregi e difetti. Dalle visioni post-apocalittiche, alle utopie irrealizzate, dalle trasformazioni postumane, alle congetture tecnologiche più ardite, passando per ogni alternativa offerta dal ventaglio delle probabilità, i racconti di fantascienza sfidano la capacità di immaginare qualche cosa di diverso dall’ineluttabile concretezza del presente”.

AntropoceneEcco quindi che, dalla Cina de La società dello smog di Chen Qiufan, metafora di un paese che sta pagando il prezzo di un’industrializzazione accelerata, alla Groenlandia de Le nevi del tempo che fu di Jean-Louis Trudel, dove una multinazionale intende far esplodere un ghiacciaio per venderne l’acqua dolce, e alla California di Cieli roventi di Robert Silverberg con i nuovi commerci di iceberg nell’oceano Pacifico, passando per la Sardegna di Un giorno da ricordare di Clelia Farris, in cui l’innalzamento del mare ha riscritto i comportamenti della popolazione locale, non c’è luogo sulla Terra che non risenta dell’influenza umana. E anche gli animali, come in Macaoni giganti dell’autrice spagnola Marian Rivera Womack e in Due mondi di Francesco Verso, sono naturalmente toccati dalle conseguenze prodotte dai comportamenti umani sull’ambiente.

“Come nella precedente antologia Segnali dal futuro, abbiamo scelto di affiancare alle storie selezionate anche saggi di esperti di diversi ambiti, dalla paleontologia alla fisica dell’atmosfera, dalla sociologia dell’ambiente agli studi su scienza e tecnologia”, spiega Roberto Paura. “In tal modo abbiamo voluto tentare di collegare la finzione alla realtà, le tendenze agli scenari possibili. In Segnali dal futuro, trattando di temi più generali legati alla nostra immagine del domani possibile, abbiamo offerto al lettore un assaggio dell’immaginazione narrativa degli scrittori italiani e internazionali quando si tratta di speculare sull’impatto sociale che avranno le nuove tecnologie, affidando poi a un pool di esperti e futurologi il compito di dirci quanto reali possano essere le idee utilizzate dagli autori. Qui, invece, partiamo dalla realtà, ossia dalla consapevolezza di essere entrati in una nuova era geologica del mondo, l’Antropocene, caratterizzata dalla capacità della civiltà umana di lasciare un’impronta permanente sull’ecosistema e sugli strati geologici, e affidiamo agli scrittori il compito di calarci in uno dei possibili mondi futuri che andremo ad abitare da qui alla fine del secolo, quando le conseguenze del cambiamento climatico e della sesta estinzione di massa, se non arginate, avranno radicalmente trasformato (in peggio, ça va sans dire) il mondo in cui viviamo oggi”.

Antropocene. L’umanità come forza geologica è disponibile in volume e ebook!

Gli autori

Antonio Camorrino è ricercatore presso il Dipartimento di Scienze Sociali dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, dove insegna Sociologia dei processi culturali e comunicativi. È inoltre docente di Sociologia dei nuovi media presso l’Accademia di Belle Arti di Napoli e di Sociologia dei processi culturali e comunicativi presso la Scuola di Medicina e Chirurgia dell’Università Federico II. Tra le sue ultime pubblicazioni: La Natura è inattuale. Scienza, società e catastrofi nel XXI secolo (2016).

Giampietro Casasanta, laureato in fisica, ha conseguito il dottorato di ricerca in telerilevamento all’Università La Sapienza di Roma, e ha lavorato per sei anni presso l’Istituto di Scienze dell’Atmosfera e del Clima (ISAC) del CNR di Roma. Dal 2018 lavora per la compagnia di servizi internazionali Serco S.p.A., in supporto all’Agenzia Spaziale Europea per le attività di calibrazione e validazione dei prodotti della missione satellitare EarthCARE. Nel 2015 ha messo alla prova le proprie capacità di adattamento fisico e psicologico passando l’inverno australe isolato, in un team multiculturale di sole 13 persone, presso la stazione italo francese Concordia, a oltre 1200 km nell’entroterra antartico, dove è stato responsabile degli strumenti e delle misure per i programmi scientifici di glaciologia e telerilevamento atmosferico, partecipando attivamente all’intenso programma di comunicazione e divulgazione scientifica della base.

Clelia Farris è nata a Cagliari nel 1967, dove si è laureata in psicologia con una tesi di epistemologia. Nel 2004 ha vinto il premio Fantascienza.com con Rupes Recta e tre anni dopo ha vinto la prima edizione del Premio Odissea con Nessun uomo è mio fratello. Su Future Fiction sono usciti altri due romanzi, La pesatura dell’anima e La giustizia di Iside, ambientati in un Egitto alternativo, e la sua prima raccolta di racconti dal titolo La consistenza delle idee. Un giorno da ricordare è stato recentemente pubblicato sulla rivista “Strange Horizon” con la traduzione di Rachel Cordasco.

Gennaro Fucile è direttore della rivista di studi culturali “Quaderni d’Altri Tempi”. Giornalista professionista, ha scritto per “Alias”, “InSound”, “Linus”, “Snoopy”, “Cineforum”, “Alphaville”, “Linea d’ombra”, “Alfabeta” e collabora con “Musica Jazz”, “Il Tascabile”, “Esquire”. Suoi contributi sono apparsi nei volumi Nei sistemi dei segni, Strategie dei linguaggi elettronici, Videoculture III. Con Claudio Bonomi ha pubblicato Elastic Jazz – Sketches of Britain (2005).

Roberto Paura è presidente dell’Italian Institute for the Future e direttore della rivista Futuri. Si occupa di impatto sociale dell’innovazione scientifica e tecnologica e di comunicazione della scienza. Ha lavorato per la Fondazione Idis-Città della Scienza e attualmente è borsista di ricerca all’Università di Perugia. Come giornalista scientifico collabora con diverse testate culturali tra cui “Quaderni d’altri tempi”, “Il Tascabile”, “Esquire”, “L’Indiscreto”, “Motherboard”. Tra le sue ultime pubblicazioni: La singolarità nuda. Fedi tecnologiche, miti scientifici, futuri postmoderni (2017).

Chen Qiufan (conosciuto anche come Stanley Chan) è nato a Shantou, nella provincia dello Guangdong in Cina. Dal 2004, ha pubblicato più di trenta racconti su “Science Fiction World”, “Esquire”, “Chutzpah!” e altre riviste, così come una novella, The Abyss of Vision (2006) e il romanzo The Waste Tide (2013). Ha vinto il premio Dragon Fantasy di Taiwan, il Milky Way e il Nebula cinese per la fantascienza, e il premio Science Fiction & Fantasy per la traduzione insieme a Ken Liu. La sua narrativa è stata tradotta in inglese e in italiano. Vive a Pechino e lavora per Google Cina.

Marco Signore, paleontologo e divulgatore, ha una laurea in Scienze Naturali e un Ph.D. conseguito presso l’Università di Bristol (Inghilterra). Attualmente lavora come specialista di outreach presso la Stazione Zoologica di Napoli “Anton Dohrn”, oltre a scrivere per “Sapere Scienza” e per il portale d’informazione ludica Gioconomicon. Autore di numerosi libri e articoli, è stato co-autore della descrizione del primo dinosauro italiano, Scipionyx samniticus. Tra le sue ultime pubblicazioni: L’origine della vita. Gli incredibili esperimenti dell’evoluzione nei mari primordiali (2017).

Robert Silveberg è nato a Brooklyn (New York) il 15 gennaio del 1935. Scrittore americano noto per le sue storie di fantascienza e fantasy, vincitore di numerosi premi Hugo e Nebula, è stato inserito nella Science Fiction Hall of Fame nel 1999 mentre nel 2004 è stato nominato Gran Maestro dagli scrittori di fantascienza americani. I suoi libri sono stati tradotti in quaranta lingue. Tra i titoli più importanti vanno ricordati Ali della notteBrivido crudeleTorre di cristallo, Vertice di immortaliParadosso del passato, Mutazione e Morire dentro. Robert e sua moglie, la scrittrice Karen Haber, insieme a molti gatti, vivono nell’area della baia di San Francisco in una casa tentacolare circondata da piante esotiche.

Jean-Louis Trudel, nato a Toronto, è laureato in fisica, astronomia e storia e filosofia della scienza. Dal 1994 ha scritto (da solo o, in collaborazione con Yves Meynard, come Laurent McAllister) una trilogia di romanzi pubblicati in Francia, quattro raccolte di racconti, una guida sulla storia della fantascienza in Quebec e ventisei libri per ragazzi pubblicati in Canada. Il racconto Le nevi del tempo che fu è stato pubblicato sull’antologia Carbide Tipped Pens (2014) e ristampato sull’antologia Loosed Upon The World (2015) e Imaginarium 4: The Best Canadian Speculative Fiction! (2016), ottenendo una menzione d’onore nel The Year’s Best Science Fiction: Thirty-Second Annual Collection di Gardner Dozois. Quando il tempo lo permette, Jean-Louis traduce e recensisce fantascienza.

Fausto Vernazzani, sociologo e giornalista freelance, si laurea in Scienze Sociali all’Università Federico II con una ricerca sul nuovo immaginario globale, l’ampliamento dei mercati cinematografici internazionali e sulla crescita dell’industria culturale in Cina e Sud Corea. È co-fondatore nel 2010 del blog di cinema CineFatti, collabora dal 2012 col sito britannico di cinema asiatico “easternKicks” e dal 2016 con la rivista di studi culturali “Quaderni d’Altri Tempi”.

Francesco Verso (Bologna, 1973) ha pubblicato: Antidoti umani (finalista premio Urania 2004), e-Doll (vincitore premio Urania 2009), Livido (vincitore premio Odissea e premio Italia 2014, pubblicato in Australia da Xoum e negli Stati Uniti da Apex Books con il titolo di “Nexhuman”) e Bloodbusters (vincitore premio Urania 2014 ex-aequo con Sandro Battisti). Suoi racconti sono apparsi su riviste (“Robot”, “iComics”, “International Speculative Fiction”, “Chicago Quarterly Review”) e sono stati messi in scena a teatro (“The Milky Way”). Vive a Roma con la moglie Elena e la figlia Sofia.

Marian Womack si è diplomata al Clarion Writer’s Workshop e al Creative Writing MSt della Cambridge University. È cresciuta in Andalusia e vive a Cambridge, dove lavora come bibliotecaria. Le sue storie sono state pubblicate nei volumi Year’s Best Weird Fiction (2016), Barcelona Tales (2016) e su “Apex” e “Weird Fiction Review”. Ha pubblicato articoli di saggistica per il “Times Literary Supplement” e per il Science-Fiction and Fantasy Network, soprattutto sul fantasy spagnolo e latino-americano, e ha scritto per riviste di videogiochi. Marian è co-editor della “Ediciones Nevsky/Nevsky Books” ed è ricercatrice post-laurea in scrittura creativa all’Anglia Ruskin Center for Science Fiction and Fantasy. Lost Objects, una raccolta di racconti su fantasmi e natura, sarà pubblicato da Luna Press nel 2018.

Indice

Prefazione del curatore Roberto Paura

Prefazione del curatore Francesco Verso

“Le nevi del tempo che fu” di Jean-Louis Trudel

“Prima del Ragnarök: Possiamo imparare dai cambiamenti climatici che ci hanno preceduti?” di Marco Signore

“Un giorno da ricordare” di Clelia Farris

“Nostalgia della natura: Un’analisi sociologica dell’immaginario green” di Antonio Camorrino

“La società dello smog” di Chen Qiufan

“Orfani del cielo. Inquinamento e cambiamenti climatici nelle narrazioni politiche e sci-fi in Cina” di Fausto Vernazzani

“Macaoni giganti” di Marian Womack

“E rimarrà solo un apriscatole. Cultura del consumo e apocalissi letterarie” di Gennaro Fucile

“Ciclo rovente” di Robert Silverberg

“Tra i ghiacci di ‘Marte Bianco’” di Giampietro Casasanta

“Due mondi” di Francesco Verso

“Biohacking o ecohacking? Adattamento al cambiamento climatico e soluzionismo tecnologico” di Roberto Paura

Acquista in volume

Acquista in ebook (formato ePub)

Acquista in ebook (formato Kindle)

Il modo migliore per prevedere il futuro è inventarlo: abbiamo preso alla lettera questo aforisma attribuito al tecnologo Alan Kay raccogliendo in Segnali dal futuro cinque racconti di anticipazione firmati da quattro dei principali scrittori italiani di fantascienza e dal sino-americano Ken Liu, per offrire al lettore una serie di segnali dal futuro per orientarsi nel mondo che verrà. Dall’intelligenza artificiale all’espansione umana nello Spazio, dalla disoccupazione tecnologica alla vita all’interno di mondi virtuali fino al sogno di replicare la coscienza umana: i cinque scenari di quest’antologia, introdotti da articoli firmati da cinque esperti del settore, costituiscono un’originale, imperdibile guida ai futuri possibili.

Occuparsi di fantascienza per una realtà come l’Italian Institute for the Future, primo think-tank italiano impegnato nello sviluppo di scenari futuri, è del tutto naturale. Una delle istituzioni a cui maggiormente ci ispiriamo – fin dal nome – ossia l’Institute for the Future, fondato nel lontano 1968 a Palo Alto, nella Silicon Valley, da sempre utilizza la fantascienza per la propria attività di ricerca e consulenza. Un esempio tra i più recenti è il volume An Aura of Familiarity: Visions from the Coming Age of Networked Matter, pubblicato nel 2013, che ospita sei racconti di altrettanti influenti scrittori di fantascienza sul tema dell’Internet of Things. L’Institute for the Future, all’interno del suo Technology Horizon Program, ha fornito a questi scrittori la cornice scientifica del tema, dando loro carta bianca nell’immaginare le potenziali conseguenze sociali di un futuro molto prossimo in cui a essere connessi a Internet non saranno solo PC, tablet e smartphone, ma anche automobili, frigoriferi, specchi del bagno e semafori in strada. “È un processo per rendere il futuro tangibile”, spiegano gli esperti dell’Institute for the Future.

Nel nostro piccolo, fin dal primo numero della nostra rivista Futuri abbiamo scelto di ospitare in ciascun numero un racconto di anticipazione per sottolineare l’importanza che la fantascienza riveste nel nostro lavoro di ricerca e divulgazione sugli scenari futuri. L’edizione 2014 del nostro Congresso Nazionale di Futurologia è stata introdotta da una sessione intitolata “Dove stiamo volando?”, in cui abbiamo invitato quattro scrittori italiani di fantascienza a ragionare insieme sui temi dell’anticipazione del futuro. Due di essi, Giovanni De Matteo e Francesco Verso, sono ospitati nell’antologia Segnali dal futuro. Abbiamo scelto di affiancare, ai cinque racconti di fantascienza qui pubblicati, altrettanti saggi legati agli scenari presentati in ciascun racconto, per approfondire ulteriormente le tematiche che costituiscono l’essenza di quest’antologia. Con Segnali dal futuro speriamo pertanto di offrire al lettore un assaggio non del mondo che verrà, ma di una serie di possibili futuri nei quali potremmo un giorno trovarci a vivere. Alcuni di essi sono ottimistici, altri pessimistici. Realizzare i primi ed evitare i secondi è il compito che ci attende una volta completata la lettura.

Acquista il volume