“Il mondo nuovo”: disponibile il n. 10 di FUTURI

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Giunge al decimo numero la rivista semestrale dell’Italian Institute for the Future, Futuri. Il filo conduttore dei saggi ospitati nella parte centrale del numero è Il mondo nuovo: trasformazioni, rivoluzioni, evoluzioni dell’Occidente contemporaneo. A spiegarne il senso è il direttore di Futuri, Roberto Pura, nell’editoriale di apertura: “Il paradosso più evidente che ci appare quando riflettiamo sulle trasformazioni globali dell’epoca contemporanea è lo scollamento tra l’accelerazione tecnologica che ha radicalmente cambiato il nostro modo di vivere e la stagnazione del cambiamento socio-politico. Quando personalità come Mark Zuckerberg, un ‘semplice’ CEO di un social network (termine, questo, che solo poco più di dieci anni fa non esisteva ancora, o meglio indicava un mero concetto sociologico), vengono ricevute dai capi di stato o di governo, o interrogate davanti al Congresso americano, nel suo caso per fornire delucidazioni sui metodi di funzionamento di Facebook e sui rischi che possono comportare per la tenuta democratica, la distanza da istituzioni barocche come, per esempio, l’Organizzazione delle Nazioni Unite, appare siderale. Lì il mondo si è fermato al 1945, al consesso delle potenze vincitrici della Seconda guerra mondiale, una fotografia scolorita che non rappresenta più la realtà contemporanea, come fu all’epoca la Società delle Nazioni, placidamente in attesa di rivolgimenti che ne archivino la storia. Qui, invece, nell’epoca degli algoritmi che influenzano l’esito di campagne elettorali, il ‘potere’ è diventato un concetto talmente liquido da sfociare nel virtuale”.

L’obiettivo è quindi quello di “individuare fenomeni, idee, movimenti che possono rivelarsi in grado di cambiare, sul lungo termine, le regole del gioco; che si rivelino, cioè, disruptive, per usare il gergo delle startup tecnologiche, capaci non di riformare, ma di rivoluzionare lo scenario”. E diversi sono gli spunti offerti dagli autori del numero: dall’analisi delle dinamiche geopolitiche nel Mediterraneo (Dario Cristiani) al fenomeno del populismo come nuova forma di civismo (Stefano Fait), dal ritorno delle utopie di Adriano Olivetti (Carolina Facioni) e della panarchia (Bruno Formicola), all’analisi della rivoluzione giuridica rappresentata dai beni comuni (Valentina Prisco), dall’impatto sociale dell’accelerazione dei mezzi di trasporto e comunicazione (Lorenzo Fattori) alla ricerca di nuove capacità di aspirare al futuro nell’Italia contemporanea (Simona Miceli). Renato Rallo intervista in chiusura Chandran Nair, presidente del Globan Institute for Tomorrow.

Ma c’è spazio anche, come sempre, per molti argomenti diversi nel decimo numero di Futuri: si parla di crowdfunding in Italia (Cosimo Abbate), di diritto delle nuove tecnologie (Massimiliano Passalacqua), di crescita della popolazione (Roberto Paura), di clonazione umana (Riccardo Campa), di longevismo radicale (Tommaso Tosi), di robot e disoccupazione tecnologica (Valerio Pellegrini) e infine di Bruce Sterling e delle sue opere “futurologiche” (Rinaldo Mattera). Chiude il numero un racconto inedito di Francesco Verso.

Futuri è disponibile in cartaceo (150 pp., €  6,90) e in ebook (PDF, € 2,99) sul sito dell’Italian Institute for the Future e distribuito in abbonamento ai soci dell’IIF.

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