“Il cielo sopra il porto”: una introduzione alla speculative fiction

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Una delle più importanti opere della fantascienza contemporanea, Neuromante (1984) di William Gibson, si apre con un incipit divenuto celeberrimo: «Il cielo sopra il porto aveva il colore della televisione sintonizzata su un canale morto». Con questa frase, Gibson non realizzava solo uno splendido manifesto-haiku di un genere, il cyberpunk, destinato a grande fortuna; sintetizzava, in realtà, l’essenza stessa della speculative fiction, di quella fantascienza cioè che funge da specchio della realtà e offre immagini dei possibili futuri. Se il cielo della fantascienza della cosiddetta “età dell’oro”, tra gli anni Trenta e Quaranta del secolo scorso, era quello dello spazio interstellare considerato nuova frontiera dell’avventura umana, negli anni Ottanta questo cielo si scolorisce, si ingrigisce, riflette le inquietudini di un presente che ha smarrito la sua capacità di immaginare un futuro luminoso. Allo spazio cosmico si sostituiscono prima le riflessioni sullo spazio interiore, l’inner space, tra gli anni Sessanta e Settanta; poi, le riflessioni sullo spazio virtuale, il cyberspace, a partire dagli anni Ottanta. Oggi, a questa tendenza perdurante della speculative fiction a esplorare i sempre più labili confini tra reale e virtuale, si affianca la generale tendenza alla distopia: luogo letterario certamente ricorrente, almeno a partire da 1984 di George Orwell (1949), ma che oggi, in un’epoca minacciata dai cambiamenti climatici, dalla deriva del sogno democratico e dall’acuirsi delle diseguaglianze socio-economiche, assume nuovi e inquietanti volti.

Roberto Paura, direttore della rivista Futuri dell’Italian Institute for the Future, giornalista e saggista esperto di fantascienza, affronta nel suo nuovo libro Il cielo sopra il porto le mille sfumature della speculative fiction, con l’obiettivo di offrire al lettore non una guida alla fantascienza, ma uno strumento di lettura per interpretare le opere di speculative fiction leggendovi “la realtà in trasparenza”, vale a dire il peculiare modo con cui ciascun autore e ciascun’opera di fiction interpreta il presente in cui vive e fornisce proposte per una realtà altra. Se è vero che “l’immaginazione governa il mondo”, allora le idee che la speculative fiction ci offre hanno un valore inestimabile, perché restituiscono all’immaginazione un ruolo determinante di critica della realtà presente. Qualsiasi ragionamento su un domani alternativo, più che mai urgente nella nostra epoca, non può insomma fare a meno di confrontarsi con la speculative fiction e le sue idee.

Il cielo sopra il porto. Introduzione alla speculative fiction è disponibile dal 14 ottobre in volume e in ebook sul sito dell’Italian Institute for the Future e su tutti gli store online.

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