• 7 Ottobre 2021

FUTURI 16 – Democratizzare i futuri

FUTURI 16 – Democratizzare i futuri

FUTURI 16 – Democratizzare i futuri 720 1024 IIF

Ogni nostra azione è ispirata da immagini di futuro che influenzano e sono influenzate dalle aspettative, dalle aspirazioni o dai timori. Persino la stessa percezione del presente, che sia personale o quella collettiva di una comunità o di un’organizzazione, è strettamente connessa a queste immagini. Da ciò emerge che il futuro è tutt’altro che uno “spazio vuoto”, ma piuttosto un ambito che può essere riempito di proiezioni o aspettative, più o meno consapevolmente, in modo condiviso o meno. Analogamente, il futuro può essere un “terreno di conquista” di “colonizzatori”, quali forze economiche o politiche, che diffondono oggi particolari immagini di futuro per indirizzare preferenze, consumi o interi settori produttivi verso particolari scenari, magari favorevoli per alcuni specifici soggetti. Occorre dunque interrogarsi su ‘chi’ si esprime sul futuro e “a quali condizioni”, per evitare ìdi depoliticizzare l’idea stessa di futuro.

Sono questi i punti di partenza che i curatori di questo numero di FUTURI (Vincenza Pellegrino, Università di Parma; Albero Robiati, Forwardto; Rocco Scolozzi, Università di Trento) hanno scelto per rivolgere a studiose/i, attiviste/i e professioniste/i una serie di domande fondamentali per esplorare la possibilità che esista un altro modo di “costruire il domani” che vada oltre attività volte a preconfezionare e istituzionalizzare il futuro in maniera accelerata.  Quali gruppi sociali sono fuori dalle arene in cui si pensa (e quindi in parte si fa) il futuro? Chi è ammesso ai tavoli della riflessione sul futuro? Come intendiamo il linguaggio e il processo cognitivo con cui imparare non solo a esprimere ma anche a svelare e rafforzare le aspirazioni che cercano un discorso più performativo? Quali discorsi e quali linguaggi sono ritenuti “indegni” di pensiero circa al futuro collettivo e ulteriormente depredati della speranza? Quali occasioni e quali condizioni devono sussistere perché la ricerca-intervento sia uno strumento di allargamento delle arene cognitive in cui si pensa e si pronuncia ad alta voce il futuro auspicabile?

Il n. 16 di FUTURI raccoglie una selezione di esperienze, casi di studio, riflessioni nate in risposta all’ardua sfida di democratizzare i futuri. Tra gli altri temi del numero: l’umanesimo tecnologico, l’intelligenza artificiale nel giudizio penale, i voli in microgravità, il futuro della scuola e la conversione ecologica. Il racconto è di Roberta Spagnoli.

 

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