Che cos’è la Futures Literacy

A partire dal 2014 l’UNESCO ha promosso il concetto di futures literacy, ossia di “alfabetizzazione ai futuri”.

La futures literacy è una capacità: le persone sono alfabetizzate al futuro quando possiedono gli strumenti necessari per decidere come usare la loro immaginazione per introdurre nel presente il futuro non-esistente.

Ovviamente non si tratta di un mero esercizio di fantasia: immaginare il futuro implica conoscere le tendenze che possono vincolarlo, ossia i megatrend, i fenomeni emergenti, le incognite e gli imprevisti, il che vuol dire conservare una parte della componente predittiva dei futures studies, ma in un’ottica nuova.

Possiamo affermare che la futures literacy è l’insieme di due componenti.

  • La “componente predittiva” consiste nella conoscenza dei principali megatrend, ossia le grandi tendenze globali di lungo periodo, nonché nel padroneggiare gli strumenti di analisi di fenomeni emergenti e potenziali wild card (incognite e imprevisti).
  • Affinché la componente predittiva sia sufficientemente elastica, occorre ampliarla attraverso la “componente immaginativa”, che si avvale dello scenario planning – ossia delle metodologie di sviluppo di scenari multipli – e di metodi e strumenti per definire il “futuro preferibile” ed elaborare strategie per la transizione dal futuro probabile a quello preferibile.

L’UNESCO sta promuovendo da diversi anni la futures literacy come una delle competenze-chiave del XXI secolo, poiché la velocità dei cambiamenti e la portata delle sfide future richiedono cittadini in grado di anticipare gli scenari possibili e adottare strategie conseguenti.

Il GreenComp, il quadro europeo delle competenze per la sostenibilità, include l’alfabetizzazione al futuro come una delle competenze-chiave insieme all’adattabilità e al pensiero esplorativo, all’interno della macro-area dedicata alla “Visione di futuri sostenibili”. Si tratta di tornare a coltivare la nostra capacità di anticipare i futuri possibili e agire in vista di essi, una capacità che, nell’era del presente esteso, è andata progressivamente scomparendo. L’immaginazione è una componente essenziale del pensiero anticipatorio, perché per allenare la capacità di anticipare bisogna innanzitutto ri-conquistare una capacità di aspirare, ossia di immaginare mondi possibili e cercare di realizzarli. 

L’alfabetizzazione al futuro è il modo in cui i Futures Studies hanno risposto al problema della contrazione dell’orizzonte e della scomparsa del futuro (presentismo).

Se la futurologia classica si fondava principalmente sulla dimensione della probabilità e la previsione sociale su quella della possibilità, la futures literacy pone al centro la dimensione della preferibilità (o desiderabilità). Ovviamente non è possibile prescindere dalle altre due componenti, altrimenti il futuro preferibile al quale aspiriamo non avrebbe alcun contatto con la realtà; ma le altre due componenti diventano ora subordinate, vale a dire che non stabiliscono un futuro che ha il sapore dell’ineluttabilità, nei cui confronti nulla può l’agire umano: al contrario, tendenze e traiettorie possono essere gestite, governate, piegate a seconda del futuro che definiamo come orizzonte di aspettativa e di speranza.