Affrontare il problema dell'adozione delle innovazioni tecnologiche tra ricerca, mercato e società comporta sfide significative. Il Centro Nazionale di Ricerca in HPC, Big Data e Quantum Computing ha istituito un Osservatorio per affrontare queste sfide socio-tecniche attraverso un approccio ispirato ai Futures Studies, al fine di immaginare potenziali scenari futuri derivanti dai paradigmi di trasferimento tecnologico.

Il lavoro di cura, in Italia come negli altri stati europei, è una componente imprescindibile del benessere sociale ed economico dei paesi. E la sua pressocchè totale gratuità nasconde il reale valore e l’effettiva importanza che possiede per l’intera comunità umana. Esso ha permesso e tutt’ora permette il funzionamento dei sistemi produttivi a scapito delle donne, nella gran parte dei casi. La sua remunerazione, oltre a riconoscerne la dignità e ad ammetterne la centralità nella vita di ogni paese, è un’urgenza a cui si può dare risposta attraverso l’introduzione di un reddito di base.

In un mondo che si scopre ogni giorno più interconnesso, le dicotomie tradizionali si stanno sgretolando. La stessa distinzione secolare tra scienza e religione, nel nuovo ecosistema tecnologico in cui le speranze e le ansie spirituali si mescolano ai fatti e alla finzione scientifica, richiede un nuovo quadro di riferimento per aprire nuove possibilità di dialogo: dal movimento transumanista “Apocalyptic AI” al “Nuovo Animismo” degli appassionati della teoria dei sistemi, fino a un nuovo campo di indagine scientifica sulla religione: la neuroteologia.

Lo studio del turismo può essere uno strumento estremamente interessante per comprendere i cambiamenti sociali in termini di nuovi comportamenti, bisogni emergenti o, al contrario, limiti reali o percepiti. Significa anche curiosare nella società del futuro e indagare sulle sue possibili traiettorie per delineare gli scenari emergenti, integrando fonti statistiche ufficiali e altre fonti tematiche sul turismo.

Quali lavori resisteranno all’innovazione digitale? In genere si dice che saranno quelli intellettuali, ad alto valore, legati al pensiero creativo. La formazione specialistica, densa di conoscenza, continua, dovrebbe permettere ai lavoratori di mettersi al riparo dal rischio di essere “sostituiti” dalle macchine. Eppure, dopo il lancio di ChatGPT, emergono dei dubbi.
Sempre più stiamo scoprendo che l'intelligenza non è una prerogativa degli esseri umani, ma in forme diverse appartiene anche al mondo animale non-umano, a quello vegetale e forse a quello artificiale. Come possiamo ripensare la convivenza sulla Terra in chiave non antropocentrica? L'approccio more-than-human, che riconosce diritti anche al mondo non-umano, e le nuove filosofie dell'Antropocene ci aiutano a ripensare il nostro futuro.
"Chthulucene" è un'opera ideata e diretta da Jiabao Li, ricercatore che studia le intersezioni tra arte, tecnologia e biologia. Ispirata al pensiero di Donna J. Haraway, riflette sul piano della produzione immaginativa le teorie sviluppate dalla filosofa della scienza., immaginando una nuova era postumana che raccoglierà la "spazzatura dell'Antropocene".
“Indagini sul postumano” è il ciclo di incontri organizzato dall’Italian Institute for the Future e dalla libreria The Spark a Napoli per discutere di scenari e visioni del futuro umano nel post-Antropocene. Obiettivo è quello di fare chiarezza tra molti discorsi che spesso nel dibattito pubblico si sovrappongono, ma che sono in realtà molto diversi tra loro, su come stiamo ripensando l’identità umana sotto la reciproca pressione della nuova era delle macchine “intelligenti” e dell’Antropocene, che richiede una ridefinizione della divisione tra Uomo e Natura e che sta spingendo verso un ripensamento delle “intelligenze non-umane”.
L’approccio verso quanto proviene dall’Africa sta cambiando, anche nel campo stilistico, poiché le sempre più frequenti fasi migratorie dal continente africano in Occidente comportano necessariamente una rivisitazione anche antropologica degli standard di riferimento culturali. Si assiste all'emergere di una nuova coscienza collettiva in cui il linguaggio artistico e pedagogico della moda diventa universale.
Analogico e digitale sono oggi in un costante rapporto dialogico in cui prendono forma nuove forme biologiche. Nell'interattività tipica del cyberspazio i sensi si evolvono e si scontrano con la costante tendenza del cervello a rimanere ancorato alla fisicità del corpo. Tutto questo porta al paradosso di macchine ad alte prestazioni che replicano le capacità sensoriali in un processo di delega cognitiva che porta all'atrofia delle sensazioni umane naturali.