Reddito di cittadinanza europeo, democrazia blockchain, logica nelle scuole primarie: le proposte della Youth Committee for the Future

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Quattro giorni intensi di discussione, riflessione, analisi e proposte sulle grandi sfide dell’Europa del futuro hanno scandito la fase finale del progetto Erasmus+ “Youth Committee for the Future” coordinato dall’Italian Institute for the Future insieme ad altri quattro organizzazioni europee, per simulare una commissione europarlamentare sul futuro. Al termine della seduta plenaria tenutasi al PAN-Palazzo delle Arti di Napoli lo scorso 23 marzo, i 50 giovani partecipanti (di età compresa tra i venti e i ventotto anni) provenienti da Albania, Belgio, Italia, Lituania e Spagna hanno infine adottato una proposta di Risoluzione sulle sfide del futuro divisa in cinque macro-sezioni, una per ciascuno dei problemi affrontati: l’automazione del lavoro, la società digitale, il cambiamento demografico, le migrazioni internazionali, l’educazione al futuro.

Diverse e articolate le proposte dei partecipanti. Sul primo punto, quello delle trasformazioni del mercato del lavoro sotto gli effetti dell’accelerazione tecnologica, le proposte vanno da un reddito di cittadinanza europeo come soluzione al rischio della disoccupazione tecnologica, alla riforma del sistema d’istruzione per aumentare le competenze tecno-scientifiche ma anche innovare lo studio delle materie socio-umanistiche, per forgiare una società europea maggiormente fondata sui valori umani e meno su quelli economici; viene proposto inoltre di istituire due organizzazioni in seno alla UE per la strategia di sviluppo dell’intelligenza artificiale e per la normativa etica relativa, chiedendo inoltre un sistema normativo più stringente per la protezione dei dati personali nell’era dei big data.

Sul fronte della società digitale, le proposte si raggruppano in due settori: quello dell’e-government, con la proposta di rendere l’accesso a Internet un diritto umano fondamentale in tutti i paesi europei e l’introduzione delle tecnologie blockchain per le votazioni online, anche quelle relative all’allocazione dei fondi pubblici a livello europeo, nazionale e locale; e l’ambito della cybersecurity, con l’istituzione di fact checkers indipendenti per contrastare il dilagare delle fake news online, prevedendo anche multe per i siti d’informazioni che le diffondono.

Sul piano dell’invecchiamento della popolazione, i partecipanti propongono da un lato l’innalzamento dell’età pensionabile (a esclusione dei mestieri fisicamente usuranti) incoraggiando al tempo stesso strumenti di uscita flessibile dal mercato del lavoro, come incentivi al part-time o al pensionamento parziale. Chiedono inoltre di individuare nuove fonti di finanziamento dei sistemi previdenziali e sanitari, per adeguarli alle crescenti richieste di una popolazione che invecchia, e investire nella ricerca contro l’invecchiamento e l’infertilità femminile. Per incrementare la fecondità in Europa, si chiede una legislazione europea più attenta alle esigenze dei nuovi genitori, garantendo loro un congruo congedo parentale e un rientro agevolato nel mercato del lavoro, oltre a misure di defiscalizzazione delle cure neonatali e investimenti in asili nido.

Sul tema delle migrazioni, le richieste vanno da una riforma del sistema d’istruzione per favorire l’integrazione sociale e aumentare le opportunità di accesso nel mercato del lavoro dei migranti accolti in Europa, alla creazione di un corridoio umanitario insieme a un vademecum europeo per l’accoglienza e l’accesso ai servizi pubblici dei migranti, in vista della creazione di un quadro normativo comune che superi le contraddizioni nazionali e rispetti i valori fondamentali espressi nella Carta dei diritti UE. Viene chiesto, inoltre, di sostituire l’agenzia Frontex con un organismo centralizzato che si ponga l’obiettivo di minimizzare le vittime dei naufragi nel Mediterraneo.

Sul piano della future literacy, ossia la riforma dei sistemi educativi per formare generazioni più in grado di affrontare le sfide del futuro, le proposte riguardano soprattutto la necessità di modificare le attuali priorità del sistema d’istruzione europeo, focalizzandolo sulla formazione di un pensiero critico e sull’uso responsabile delle nuove tecnologie, introducendo la logica di base nelle scuole elementari attraverso approcci di non-formal learning, promuovendo lo studio della storia e della letteratura europea, non più focalizzata esclusivamente sul contesto nazionale, al fine di mettere in luce i legami comuni tra le culture europee. Si propone di favorire l’adozione dei MOOC e di altre piattaforme di e-learning il più possibile open-source, di introdurre l’intelligenza artificiale nei programmi di tutoraggio, di istituire una “Commission for European Media Literacy” composta da esperti di alfabetizzazione digitale, con sezioni nazionali, regionali e e locali, per promuovere politiche in grado di colmare il digital divide tra le generazioni.

La risoluzione è liberamente consultabile e i risultati del progetto saranno presentati nei prossimi mesi attraverso iniziative di disseminazione insieme ai partner europei. Per informazioni sull’organizzazione di un evento di divulgazione del progetto in Italia, è possibile scrivere a d.porpiglia@futureinstitute.it.

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